La Nuova Sardegna

Incontri con scrittori con “Il mare intorno” al Marina Cafè Noir

di Daniela Paba
Incontri con scrittori con “Il mare intorno” al Marina Cafè Noir

Da domani letture, musica e dibattiti con grandi firme  Sul palco: Bjorn Larsson, Brian Panowich e Simona Vinci

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CAGLIARI. “Il mare intorno” è, per gli isolani, una realtà geografica che diventa luogo dell’anima e s’imprime nel carattere come nello sguardo.

“Il mare intorno” è il tema di Marina Café Noir, festival di letterature che da domani al 3 settembre festeggia 15 anni di vita, con un programma denso di incontri con gli scrittori, dibattiti, letture, musiche. Col pretesto del noir il festival metropolitano per eccellenza, allestisce un gioco di specchi sulla più stretta attualità, scegliendo come palcoscenico il già collaudato Giardino sotto le mura e i contigui campi sportivi del Terrapieno, tanto panoramici quanto discussi per l’impatto urbanistico sulla rocca di Castello. “Il mare intorno” è anche un libro di racconti di Giulio Angioni, l’antropologo e romanziere cui è dedicata questa edizione di Mcn che l’omaggia “in memoriam” con letture dell’attrice Cristina Maccioni e musiche di Stefano Minnei, venerdì alle 22.

Nati sul mare i Chourmo aprono con Bjorn Larsson, scrittore svedese che ha raccontato “La vera storia pirata Long John Silver” (quello di Stevenson) e ha ripreso il personaggio di Barbecue per raccontarne l’ultima avventura.

Appassionato navigatore Larsson parlerà al Giardino sotto la torre alle 18 di quel bisogno di libertà che guida i naviganti col geografo Maurizio Memoli e Veronica Chisu. Dal Mare del Nord, ai Caraibi, al Bosforo. Marina Café Noir venerdì sera naviga attraverso i racconti dello scrittore cubano Abilio Estévez e poi fa rotta in Turchia con Marta Federica Ottaviani, autrice del libro “Il Reis”, un anno dopo il fallito golpe contro Erdogan.

Per gli appassionati del noir americano, venerdì alle 21 c’è Brian Panowich. In Italia per la prima volta, lo scrittore presenta “Bull Mountain” e racconterà insieme a Gianmarco Diana la saga dei Bourroughs ambientata nell’America provinciale e profonda. Tra le novità di quest’anno la forte presenza di scrittrici: sabato è quasi interamente dedicato a loro. La prima è Simona Vinci che col suo “La prima verità” ha vinto il Campiello e il Premio Volponi. Alle 18 la scrittrice che ha esordito con la generazione dei Cannibali negli anni ’90, racconta l’isola greca di Leros, da sempre luogo di segregazione per malati mentali ed esiliati politici. Alle 20 ai Giardini ci sarà Sandrine Collette che ambienta il suo ultimo giallo, “Resta la polvere”, in Patagonia tra gli allevatori di cavalli e i cargo che partono dal cono Sur. A seguire, alle 21 lo scrittore iraniano Kader Abdolah, esule in Europa e oggi cittadino olandese, racconta l’Oriente e l’Occidente col passo dei grandi narratori persiani nell’incontro con Francesca Fradelloni. Dalle 22 spazio a letture e ricordi dedicati a Marc Porcu per finire a mezzanotte con “Una storia nera” di Antonella Lattanzi. E stavolta il reading anticipa l’incontro con l’autrice che apre, domenica alle 18, la serata finale del festival. Dedicato alla violenza domestica di cui le donne sono vittime nell’universo mondo, il noir della Lattanzi sarà presentato da Maddalena Brunetti.

La discussione sul tema si allarga con “Le nostre rivoluzioni, titolo dell’incontro con Tiziana Montella del collettivo Degender Comunia, cui si devono i cortei del #lotto marzo e #nonunadimeno che vedrà ospite anche la blogger italo marocchina Fatima Bouhtouch. E poiché tradimenti e gelosia innescano eterne spirali di violenza il noir di Philippe Georget ambientato a Perpignan, tra Roussillon e Catalogna, riattualizza uno schema classico. A parlarne con l’autore sarà Nicola Muscas alle 21.

Prima della festa finale con Rossella Faa e Renzo Cugis, un altro esordiente, lo scrittore inglese Jonathan Lee, che vive e lavora in America, ripercorre con “Il Tuffo” i giorni che precedono l’attentato dell’Ira al Grand Hotel di Brighton nel 1984 che aveva come obiettivo la morte della Thatcher. Da quel progetto di sangue venne la pace con gli indipendentisti irlandesi. Trent’anni dopo un noir che racconta la normalità dell’attentatore e le sue vittime ci riporta bruscamente alla realtà più attuale.

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