La Nuova Sardegna

Sacro e profano con la voce di Teresa De Sio

di Giandomenico Mele
Sacro e profano con la voce di Teresa De Sio

Porto Rotondo. Omaggio a Pino Daniele e De André, toccante concerto nella chiesa di San Lorenzo

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PORTO ROTONDO. La chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo ha ospitato lunedì sera il concerto acustico per voce e chitarra della folk singer napoletana teresa De Sio accompagnata da Sasá Flauto.

Un’esibizione sentita, commossa, con un punto di riferimento esplicito e vitale: Pino Daniele. La De Sio lo ha citato spesso, ma soprattutto ne ha interpretato le canzoni, variando il copione, omaggiando l’autore con la cifra stilistica dell’interprete. Un piccolo estratto dell’album “Teresa canta Pino” con esecuzioni da brividi come “Notte che se ne va” e “Je so pazzo” che hanno coinvolto il pubblico presente in modo sincero, quasi in un unisono che ha fatto riecheggiare le note di uno degli artisti più amati della musica italiana. De Sio e Daniele si erano ritrovati dopo anni di lontananza musicale, per la scelta di diverse strade stilistiche, all’insegna della condivisione di amore e passione per la musica. Prima della morte di Pino Daniele si parlava di progetti comuni, poi il senso di assenza ha preso il sopravvento.

C’è voluto del tempo prima che Teresa cantasse Pino, come recita il titolo dell’ultimo album. «Lui per me è stato un amico e musicista importante, ci eravamo riavvicinati molto e pensavamo di tornare a cantare insieme con diversi progetti artistici in cantiere – ricorda commossa la De Sio –. Queste canzoni sono un omaggio per lui, volevo fare una rivisitazione dei suoi pezzi, un omaggio, non pensavo certo di trasformarmi in una cover band, ma ho aspettato circa due anni perché non volevo che sembrasse una cosa fatta troppo in fretta e sull’onda emotiva della sua scomparsa. Restano intatte le parole e la musica di Pino, ma con l’influenza del mio mondo sonoro, fatto di folk e rock. In questa serata ho fatto un passo indietro come autrice e mi sono concentrata sul mio ruolo di interprete». Un ruolo svolto con la solita originalità e con un’empatia col suo pubblico che fa di Teresa De Sio un concentrato di spirito vivace e libertà musicale. Il tutto in un contesto particolare, dentro la chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo, immersa tra le statue di vetro di Murano create da Mario Ceroli. Ecco che l’omaggio dunque si allarga da Daniele ad altri autori e, soprattutto, ad uno dei più grandi: Fabrizio De Andrè. Il suo “Crêuza de mä” che diventa “Na strada miez ‘o mare” con una traduzione in napoletano che non ha tolto un grammo del fascino e dell’epica del brano. “De Andrè avrebbe definito come un misto tra sacro e profano questo luogo così bello e particolare – ha esordito la De Sio nel concerto in cartellone per il Porto Rotondo festival, rassegna organizzata dal Consorzio e dalla Fondazione Porto Rotondo -. Qui, in questa chiesa, davanti a voi, io mi metto al servizio di alcuni miei maestri, coloro che anche senza saperlo hanno più di tutti influenzato la mia musica».

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