La Nuova Sardegna

Gigi Sanna premiato come ambasciatore dei sardi nel mondo

di Andrea Massidda
 Gigi Sanna premiato come ambasciatore dei sardi nel mondo

Al leader del gruppo Istentales il prestigioso riconoscimento. Organizzò “sa paradura”: la cerimonia oggi a Porto Rotondo

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SASSARI. Quando Gigi Sanna, nuorese doc, cinquant’anni appena compiuti, un giorno del 1995 decise di mettere su il gruppo etnorock degli Istentales era convinto che la loro musica non potesse valicare i confini della provincia. E invece nel giro di pochissimo tempo venne smentito dai fatti: concerti in mezza Europa, collaborazioni con grandi musicisti, migliaia di persone che conoscono i brani a memoria, riconoscimenti ovunque. Tuttavia mai e poi mai avrebbe potuto immaginare di ricevere il prestigioso Premio Navicella come «ambasciatore della Sardegna nel mondo». Gli verrà consegnato stasera a Porto Rotondo, quando alle 20 inizierà la cerimonia della sedicesima edizione, come sempre condotta dalla giornalista Egidiangela Secchi. La navicella d’ argento, ideata e realizzata dall’orafo cagliaritano Bruno Busonera e ispirata al famoso bronzetto nuragico, gli è stata assegnata non soltanto per meriti musicali, ma per aver organizzato nell’aprile scorso “sa paradura”, portando agli allevatori umbri vittime del terremoto mille pecore donate da 47 pastori sardi. Un segno spontaneo di solidarietà che commosse tutti. «Ricevere un premio così importante – racconta Sanna –, considerato anche i personaggi illustri a cui è già stato assegnato, è una gran bella cosa, molto gratificante, non soltanto per noi ma anche per tutti gli amici che hanno partecipato alla paradura, dei quali noi Istentales eravamo semplicemente i rappresentanti».

Ma che cos’è, esattamente, sa paradura? Che origini ha e qual è il suo vero significato? «Si tratta – racconta Gigi Sanna – di un evento sociale tipicamente sardo la cui origine si perde davvero nella notte dei tempi. Tutto ruota intorno alla solidarietà: da sempre, specie nelle comunità piccole dell’isola, se non ci si aiutava l’uno con l’altro era impossibile sbarcare il lunario: se uno per mille motivi perdeva il gregge, vuoi a causa di una brutta annata, vuoi a causa di un incendio o per furto di bestiame, ogni pastore cedeva una pecore per ricomporre l’allevamento e dargli la possibilità di ricominciare. Le pecore arrivavano da tutta la Barbagia e quelle che venivano donate erano le migliori, preferibilmente incinte». Un vero e proprio mutuo soccorso che gli allevatori umbri hanno mostrato di apprezzare moltissimo. «Quando abbiamo donato tre agnelli neri alle suore di Clausura di Cascia – racconta ancora Sanna – è stato momento davvero suggestivo. E qualcuno ci ha detto: “Qui sono venuti tutti i politici a fare promesse, gli unici che hanno fatto qualcosa di concreto siete stati voi».

Da quella straordinaria esperienza è nata persino una canzone, “Mani nude”, composta in collaborazione con il celebre cantautore milanese Roberto Vecchioni. Gli Istentales – con Gigi Sanna ci sono anche la cantante Francesca Lai, poi Luca Floris alla batteria, Sandro Canova al basso, Davide Guiso alla chitarra elettrica, Massimiliano Ruiu alle tastiere – l’eseguiranno stasera a Porto Rotondo nel corso della serata che si svolgerà al teatro Mario Ceroli.



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