MUSICA SULLE BOCCHE
Emozioni all’alba e al tramonto
di Andrea Musio
Il festival si è chiuso con due concerti a Capo Testa e Rena Bianca
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SANTA TERESA. La spigolosità dei graniti di Capo Testa a fare da contrasto alla dolcezza delle note di Sebastian Plano. Un concerto in grado di emozionare, quello di domenica sera nella giornata conclusiva della diciassettesima edizione del festival jazz internazionale Musica sulle Bocche. Una nicchia fra i graniti ha fatto da palcoscenico naturale, per il concerto al tramonto, con il giovane violoncellista argentino, emergente fino a poco tempo fa ed oggi in forte ascesa anche grazie al disco “Arrythmical Part Of Hearts” registrato come one-man-band ed eseguito dal vivo domenica in versione ridotta.
Composizioni originali per violoncello ed elettronica in sessanta minuti in cui Plano è capace, sin dalle prime note, di avviluppare il pubblico con un vortice di suoni tra la psichedelia e la melodia più melensa. Con la spiaggia di Rena Bianca quasi completamente conquistata dalle onde del mare, il concerto all'alba, ha trovato riparo a ridosso dei ristoranti poco sotto il livello stradale. A dare il buongiorno al sole un eccezionale quartetto di sassofoni, i Sonic Holgram Sax Quartet con Roberto Ottaviano alla guida di tre dei suoi allievi del Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari. Un set incentrato sulle composizioni di Philip Glass. Un omaggio al compositore contemporaneo statunitense, considerato il Maestro del minimalismo, in occasione del suo ottantesimo compleanno. “Glass Reed”, il nome dello spettacolo, si rifà alla rilettura dei Glasswork, studiati ad hoc per sassofoni. La chiusura del festival è stata affidata, come di consueto, ai giovani talenti selezionati dal direttore artistico Enzo Favata per il Msb Fringe Festival. Cinque, tra solisti e band, hanno calcato la scena del Teatro Mandela con buone performance. Il cantautore Alessandro Muresu, le due formazioni jazz Simone Faedda Trio e Sofia Trio, il pop rock degli Slim Fit, ed il rock dei SpeechTones.
Nonostante tutto sia andato per il meglio, non può passare inosservato che gran parte del festival è stato caratterizzato dall'incertezza, e dall'ansia, per gli organizzatori e per il pubblico, a causa del maltempo. A rischio l'intero programma allestito da Jana Project. Cosa nota nelle Bocche di Bonifacio, nella prima settimana di settembre, per cui non si può certo essere colti di sorpresa. Questo dovrebbe far riflettere, chi di dovere, a ripristinare le date del festival nell'ultima settimana di agosto, con un perfetto clima estivo e, fattore di non poco conto, far godere, ad un pubblico decisamente più ampio, gli spettacoli di alto livello che si svolgono in siti che poche altre aree geografiche possono vantare. Insomma, un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Composizioni originali per violoncello ed elettronica in sessanta minuti in cui Plano è capace, sin dalle prime note, di avviluppare il pubblico con un vortice di suoni tra la psichedelia e la melodia più melensa. Con la spiaggia di Rena Bianca quasi completamente conquistata dalle onde del mare, il concerto all'alba, ha trovato riparo a ridosso dei ristoranti poco sotto il livello stradale. A dare il buongiorno al sole un eccezionale quartetto di sassofoni, i Sonic Holgram Sax Quartet con Roberto Ottaviano alla guida di tre dei suoi allievi del Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari. Un set incentrato sulle composizioni di Philip Glass. Un omaggio al compositore contemporaneo statunitense, considerato il Maestro del minimalismo, in occasione del suo ottantesimo compleanno. “Glass Reed”, il nome dello spettacolo, si rifà alla rilettura dei Glasswork, studiati ad hoc per sassofoni. La chiusura del festival è stata affidata, come di consueto, ai giovani talenti selezionati dal direttore artistico Enzo Favata per il Msb Fringe Festival. Cinque, tra solisti e band, hanno calcato la scena del Teatro Mandela con buone performance. Il cantautore Alessandro Muresu, le due formazioni jazz Simone Faedda Trio e Sofia Trio, il pop rock degli Slim Fit, ed il rock dei SpeechTones.
Nonostante tutto sia andato per il meglio, non può passare inosservato che gran parte del festival è stato caratterizzato dall'incertezza, e dall'ansia, per gli organizzatori e per il pubblico, a causa del maltempo. A rischio l'intero programma allestito da Jana Project. Cosa nota nelle Bocche di Bonifacio, nella prima settimana di settembre, per cui non si può certo essere colti di sorpresa. Questo dovrebbe far riflettere, chi di dovere, a ripristinare le date del festival nell'ultima settimana di agosto, con un perfetto clima estivo e, fattore di non poco conto, far godere, ad un pubblico decisamente più ampio, gli spettacoli di alto livello che si svolgono in siti che poche altre aree geografiche possono vantare. Insomma, un colpo al cerchio ed uno alla botte.
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