saccargia
La Beata Elisabetta Sanna celebrata con il canto di Piero Marras
CODRONGIANOS. Nella basilica di Saccargia, domani alle 19, si terrà una “Liturgia della Parola”, con la distribuzione della comunione, in lingua sarda. La data prelude all’inizio della novena che si...
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CODRONGIANOS. Nella basilica di Saccargia, domani alle 19, si terrà una “Liturgia della Parola”, con la distribuzione della comunione, in lingua sarda. La data prelude all’inizio della novena che si terrà dal giorno successivo in onore della Beata Elisabetta Sanna di Codrongianos, per il primo anniversario della beatificazione avvenuta il 17 settembre 2016. La liturgia del 7 settembre per “Mama Sanna”, come viene affettuosamente qualificata nel suo paese natale, vuole ricordarla nella lingua che lei parlava e con le modalità proprie del popolo sardo: cantando. Nell’introduzione al libretto con testi e musiche, scritto per questa liturgia, perché tutti cantino, se ne spiega il significato. Il canto come modalità, espressione del quotidiano, proprio di tutti e di tutte le stagioni della vita del popolo sardo. E il canto nel sacro.
Quanti scritti, quante melodie, quanto materiale di cui riappropriarsi, oggi sempre più vulnerabile perché lontano dalla consuetudine nel rito. Questo momento liturgico di preghiera per la Beata utilizza quindi lingua e melodie del popolo sardo. Vuole essere un canto corale, di tutti, “de su populu”. Lo accompagna in alcuni passaggi un ospite di eccezione, Piero Marras, la cui storia artistica è profondamente ancorata alla storia e alla cultura dell’isola, e che ha espresso con diversi brani il senso religioso dei sardi.
Lo stesso titolo della funzione riprende le parole conclusive di un suo canto “… Mama Santa ‘e sos chelos”. L’artista ha voluto prestare la propria voce e la propria arte per questa Liturgia, cui seguirà l’esecuzione al pianoforte di alcuni brani e l’ interpretazione di alcuni canti della tradizione.
Quanti scritti, quante melodie, quanto materiale di cui riappropriarsi, oggi sempre più vulnerabile perché lontano dalla consuetudine nel rito. Questo momento liturgico di preghiera per la Beata utilizza quindi lingua e melodie del popolo sardo. Vuole essere un canto corale, di tutti, “de su populu”. Lo accompagna in alcuni passaggi un ospite di eccezione, Piero Marras, la cui storia artistica è profondamente ancorata alla storia e alla cultura dell’isola, e che ha espresso con diversi brani il senso religioso dei sardi.
Lo stesso titolo della funzione riprende le parole conclusive di un suo canto “… Mama Santa ‘e sos chelos”. L’artista ha voluto prestare la propria voce e la propria arte per questa Liturgia, cui seguirà l’esecuzione al pianoforte di alcuni brani e l’ interpretazione di alcuni canti della tradizione.
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