La Nuova Sardegna

Del Toro e Rampling Lacrime a Venezia

di Alessandra Magliaro
Del Toro e Rampling Lacrime a Venezia

Leone d’Oro a “The Shape of Water” del regista messicano

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VENEZIA. La notte dei Leoni è sempre ad altissimo rischio d'emozioni. Gli artisti richiamati per la cerimonia di premiazione si preparano un discorso, come d'abitudine, come accade agli Oscar o al Palmares di Cannes, in genere lunghissimo e pieno di ringraziamenti, dalla mamma al cagnolino, ma poi un conto è immaginarlo e un conto è viverlo. Ieri sera per la conclusione di Venezia 74, condotta da Alessandro Borghi, l'emozione del premio ha fatto piangere gli uomini, tutto sommato evento pubblicamente raro (ci sono eccezioni, De Niro a Cannes ad esempio).

È accaduto al francese Xavier Legrand, regista, sceneggiatore, attore che ha vinto il premio Leone del Futuro per la migliore opera prima e anche il Leone d'argento per la migliore regia con il film “Jusq'a la garde”, un dramma sulle separazioni familiari, tesissimo e duro da levare il fiato. Legrand che ha raccontato sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema «l'urgenza di affrontare questo argomento, la voglia di fare un film sul tema della violenza contro le donne» ha pianto letteralmente a dirotto quando, evidentemente del tutto inatteso, dopo il Leone del Futuro è stato richiamato per un secondo prestigioso premio, come il Leone d'argento per la migliore regia. Ed ha emozionato la sala. Non è stato l'unico momento commosso della cerimonia (per altro lunghissima a causa dei tanti premi di tutte le sezioni, da Orizzonti a Classici, inclusa la nuova sulla realtà virtuale). Guillermo Del Toro, il “grande” in tutti i sensi, regista messicano, aveva il fiato rotto per l'emozione ricevendo il Leone d'oro per “The Shape of water”, un primo premio che mette tutti d'accordo, pubblico, critici oltre alla giuria, bellissimo film che avrà vita lunga a partire da Venezia in direzione Oscar. «Ho 52 anni, arriva un momento nella vita dei registi in cui senti di poter cambiare. Spero che questo premio aiuti i giovani registi ad avere fede, restare puri, credere in tutto quello che fai. Nel mio caso sono mostri», ha detto il regista adorato dal pubblico cinematografico più giovane cui questa volta regala una favola piena d'amore e poesia, un “La bella e la Bestia” ambientato nell'epoca della guerra fredda. «Io credo nella vita. Credo nell'amore e credo nel cinema» ha detto visibilmente emozionato.

La presidente di giuria Annette Bening nel presentare i premi racconta i «momenti straordinari» di questi nove giorni di proiezioni sui quali «ci siamo confrontati sinceramente e apertamente. Vedendo tutti questi film abbiamo avuto conferma che il cinema ha l'abilità magica di sollevarci, illuminarci, permetterci di capire». E questo spiega anche molto del verdetto della giuria di Venezia 74.

Charlotte Rampling, l'attrice inglese protagonista di Hannah del giovane talento italiano Andrea Pallaoro, vince la Coppa Volpi femminile e una volta di più ringrazia l'Italia «da sempre la mia fonte d'ispirazione». Ringrazia i registi che l'hanno valorizzata «a cominciare da Gianfranco Mingozzi (nel '68 Sequestro di persona, ndr), Luchino Visconti, Liliana Cavani, Adriano Celentano, Gianni Amelio, merito vostro - aggiunge - e ora grazie alla nuova generazione con Pallaoro. Mi sento connessa con l'Italia ancora una volta».

Se con la Rampling l'Italia vince un premio indiretto, con Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, il premio è pienamente tricolore: il miglior film nel concorso di Orizzonti. La regista, che ringrazia tante persone compreso il marito e la figlia che la sta guardando dalla tv («spero sia orgogliosa della mamma») si emoziona al limite della confusione. Cose che capitano. Commosso è stato anche l'attore palestinese Kamel El Basha, protagonista del film The Insult, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

In questa cerimonia piena di emozioni l'unico gelido è stato Charlie Plummer, il giovane talento che ha vinto il premio Mastroianni dedicato agli emergenti, per la sua interpretazione nel film Lean on Pete di Andrew Haigh (Regno Unito). L'attore ha appena finito di girare a Roma il film di Ridley Scott sul rapimento di John Paul Getty All the Money in the World.



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