Al “Massimo” di Cagliari le lettere di Gramsci a Tania
CAGLIARI. Lo spettacolo “Essere Gramsci”, prodotto da Sardegna Teatro, arricchito dalle elaborazioni video di Simone Murtas e accompagnato dalle musiche di Gustavo Gini, debutterà al Teatro Massimo...
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CAGLIARI. Lo spettacolo “Essere Gramsci”, prodotto da Sardegna Teatro, arricchito dalle elaborazioni video di Simone Murtas e accompagnato dalle musiche di Gustavo Gini, debutterà al Teatro Massimo di Cagliari stasera e domani alle 21. La rappresentazione, inserita all’interno della manifestazione “CampoSud - A visionary Camp-Gramsci project” organizzata in occasione dell’anno gramsciano, andrà in replica anche al Teatro Eliseo di Nuoro il 19 novembre alle 18.
“Essere Gramsci” è l’umanità intera con la sua storia drammatica, tra natura e cultura, volontà di dominio e passiva accettazione. La regista Clara Murtas affronta lo scambio di missive tra Antonio Gramsci e Tania Schucht, negli anni della prigionia dell’intellettuale. Da questa relazione emergono alcune rifrazioni inedite del profilo di Gramsci. La drammaturgia di “Essere Gramsci” s’intesse di dati biografici, frammenti epistolari e autentici slanci immaginifici, tenendo un occhio puntato sul commento del grande studioso Giorgio Baratta: «Gramsci è autore di non-libri. I suoi scritti – lettere, articoli, documenti, note e appunti, saggi incompiuti – sono i pezzi di un puzzle che spetta ai suoi lettori comporre, montare, tradurre».
La vicenda umana e il pensiero di Gramsci mantiene un’urgenza e può essere una chiave utile per capire il mondo e trovare una possibilità di cambiamento. Gramsci è dopo Dante l’autore italiano più tradotto e più studiato nel mondo. I suoi testi, e in particolare i “Quaderni”, scritti dopo la sconfitta storica del movimento operaio europeo e la vittoria del fascismo in Italia, contengono una lezione di metodo che resta validissima anche di fronte all’orizzonte contemporaneo, segnato da un’avanzata incontrastata dell’ordine neoliberista. L’amore di Gramsci per la lotta rivoluzionaria è in grado di trasformare in passione creativa la potenza nefasta della guerra. Una passione in grado di cambiare, nel tempo, la coscienza dell’umanità. Clara Murtas darà voce a Tania, mostrando l’importanza enorme della sua relazione con il pensatore, interpretato qui – come nel film “Nel mondo grande e terribile” – dall’attore Corrado Giannetti.
“Essere Gramsci” è l’umanità intera con la sua storia drammatica, tra natura e cultura, volontà di dominio e passiva accettazione. La regista Clara Murtas affronta lo scambio di missive tra Antonio Gramsci e Tania Schucht, negli anni della prigionia dell’intellettuale. Da questa relazione emergono alcune rifrazioni inedite del profilo di Gramsci. La drammaturgia di “Essere Gramsci” s’intesse di dati biografici, frammenti epistolari e autentici slanci immaginifici, tenendo un occhio puntato sul commento del grande studioso Giorgio Baratta: «Gramsci è autore di non-libri. I suoi scritti – lettere, articoli, documenti, note e appunti, saggi incompiuti – sono i pezzi di un puzzle che spetta ai suoi lettori comporre, montare, tradurre».
La vicenda umana e il pensiero di Gramsci mantiene un’urgenza e può essere una chiave utile per capire il mondo e trovare una possibilità di cambiamento. Gramsci è dopo Dante l’autore italiano più tradotto e più studiato nel mondo. I suoi testi, e in particolare i “Quaderni”, scritti dopo la sconfitta storica del movimento operaio europeo e la vittoria del fascismo in Italia, contengono una lezione di metodo che resta validissima anche di fronte all’orizzonte contemporaneo, segnato da un’avanzata incontrastata dell’ordine neoliberista. L’amore di Gramsci per la lotta rivoluzionaria è in grado di trasformare in passione creativa la potenza nefasta della guerra. Una passione in grado di cambiare, nel tempo, la coscienza dell’umanità. Clara Murtas darà voce a Tania, mostrando l’importanza enorme della sua relazione con il pensatore, interpretato qui – come nel film “Nel mondo grande e terribile” – dall’attore Corrado Giannetti.
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