Presenze oscure a Villa Pozzo
di Fabio Canessa
“The Chosen One”, il nuovo capitolo della trilogia horror di Alfredo Moreno
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SASSARI. I riferimenti sono importanti, due classici del genere che hanno segnato il cinema degli anni Settanta: “L’esorcista” di William Friedkin e “Il presagio” diretto da Richard Donner. «L’horror mi è sempre piaciuto. In particolare quei film che lavorano soprattutto sulla tensione, i misteri, la suspence, e non puntano semplicemente sulla messinscena della violenza» racconta Alfredo Moreno. Una passione coltivata da sempre come spettatore e adesso anche come autore. Con un interessante progetto pensato come una trilogia di cortometraggi di circa venti minuti l’uno. A sé stanti nel racconto, ma uniti tra loro dalla stessa location: Villa Pozzo a Sassari.
Dopo “Eyes”, girato in primavera, che il regista sassarese presenterà a gennaio anche in California («siamo stati selezionati al Los Angeles CineFest, una grande soddisfazione») recentemente Alfredo Moreno è tornato sul set per le riprese del secondo capitolo. Titolo: “The Chosen One”. «Sempre a Villa Pozzo, location perfetta dal punto di vista pratico per gli spazi. E poi vi aleggia un’atmosfera particolare che è stata d’ispirazione anche per scrivere la sceneggiatura». La storia ha come protagonista una donna che si trasferisce con il suo bambino in una casa ereditata. Gli altri personaggi, il giardiniere della villa e un prete. Senza svelare troppo della trama si può dire che, ovviamente, cominceranno a succedere cose strane in quella casa. Forse infestata da oscure presenze. Gioca su questo l’autore, sulla tensione che può generare il mistero anche senza il bisogno di effetti speciali, ma con l’uso di semplici trucchi artigianali e l’aggiunta della musica adatta in fase di post produzione. «Per le riprese - sottolinea Moreno - abbiamo sfruttato un po’ tutte le stanze dell’edificio, comprese cantina e soffitta. E anche le zone esterne. L’unica scena non girata lì è quella all’interno di una chiesa. Siamo andati nella cattedrale di Alghero, per una sequenza che rappresenta un omaggio a “Il presagio”. Chi vedrà il cortometraggio e conosce il film, riconoscerà subito la citazione». Per gli interpreti, non professionisti, Moreno ha deciso di puntare su Romina Fiore («di Olbia, l’ho scelta subito dopo il casting perché mi ha colpito il suo volto») e il piccolo Michelangelo Piga («l’ho conosciuto a Porto Torres durante un laboratorio di cinema che ho tenuto in una scuola media e mi è sembrato perfetto per il ruolo»). Donna e bambino, protagonisti del film prodotto dalla Casablanca Films: «Devo ringraziare per il sostegno l’amministrazione comunale, il sindaco Sanna, la polizia municipale, la Regione. E poi per gli arredi Pirino Arredamenti e Florgarden». Tra i collaboratori principali del regista sul set: il fonico Giuseppe Cappai, la truccatrice Alessia Casu, il direttore della fotografia Marcello Dongu, la produttrice esecutiva Antonella Masia.
«Adesso comincia la fase di montaggio di questo secondo capitolo - spiega Alfredo Moreno - Torneremo a Villa Pozzo per le riprese del terzo cortometraggio a febbraio».
Dopo “Eyes”, girato in primavera, che il regista sassarese presenterà a gennaio anche in California («siamo stati selezionati al Los Angeles CineFest, una grande soddisfazione») recentemente Alfredo Moreno è tornato sul set per le riprese del secondo capitolo. Titolo: “The Chosen One”. «Sempre a Villa Pozzo, location perfetta dal punto di vista pratico per gli spazi. E poi vi aleggia un’atmosfera particolare che è stata d’ispirazione anche per scrivere la sceneggiatura». La storia ha come protagonista una donna che si trasferisce con il suo bambino in una casa ereditata. Gli altri personaggi, il giardiniere della villa e un prete. Senza svelare troppo della trama si può dire che, ovviamente, cominceranno a succedere cose strane in quella casa. Forse infestata da oscure presenze. Gioca su questo l’autore, sulla tensione che può generare il mistero anche senza il bisogno di effetti speciali, ma con l’uso di semplici trucchi artigianali e l’aggiunta della musica adatta in fase di post produzione. «Per le riprese - sottolinea Moreno - abbiamo sfruttato un po’ tutte le stanze dell’edificio, comprese cantina e soffitta. E anche le zone esterne. L’unica scena non girata lì è quella all’interno di una chiesa. Siamo andati nella cattedrale di Alghero, per una sequenza che rappresenta un omaggio a “Il presagio”. Chi vedrà il cortometraggio e conosce il film, riconoscerà subito la citazione». Per gli interpreti, non professionisti, Moreno ha deciso di puntare su Romina Fiore («di Olbia, l’ho scelta subito dopo il casting perché mi ha colpito il suo volto») e il piccolo Michelangelo Piga («l’ho conosciuto a Porto Torres durante un laboratorio di cinema che ho tenuto in una scuola media e mi è sembrato perfetto per il ruolo»). Donna e bambino, protagonisti del film prodotto dalla Casablanca Films: «Devo ringraziare per il sostegno l’amministrazione comunale, il sindaco Sanna, la polizia municipale, la Regione. E poi per gli arredi Pirino Arredamenti e Florgarden». Tra i collaboratori principali del regista sul set: il fonico Giuseppe Cappai, la truccatrice Alessia Casu, il direttore della fotografia Marcello Dongu, la produttrice esecutiva Antonella Masia.
«Adesso comincia la fase di montaggio di questo secondo capitolo - spiega Alfredo Moreno - Torneremo a Villa Pozzo per le riprese del terzo cortometraggio a febbraio».
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