La Nuova Sardegna

Marras a “Milano Moda” nel segno di Fellini

di Angiola Bellu
Marras a “Milano Moda” nel segno di Fellini

Lo stilista algherese ha organizzato la sua sfilata al Teatro Lirico chiuso dal 1999 con un omaggio a Giulietta Masina

4 MINUTI DI LETTURA





MILANO. Ci è voluto Antonio Marras, un algherese molto caro ai milanesi, per far riaprire anzitempo i battenti al Lirico, il teatro emblema di Milano che li chiuse una vita fa: nel 1999. “Cantiere-Evento” è l’happening artistico – commovente omaggio alla felliniana Giulietta degli Spiriti – con il quale ieri l’artista ha presentato la sua collezione moda primavera\estate 2018 all'interno della “Settimana della Moda” milanese.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.15900796:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.15900796:1653420625/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L'evento si è svolto nella magia al di là del tempo del teatro ancora in restauro: già tempio dell’arte e ora metafora di una promessa tenuta su da uno scheletro di ponteggi. «Quando mi è capitato di visitare il cantiere del Lirico – racconta lo stilista –, mi hanno proposto per scherzo: “Cosa dici, ci facciamo la sfilata?”. Non potevo non raccogliere la sfida». Il dialogo che Marras ha instaurato con un luogo incompiuto, quale è oggi il teatro Lirico nel cuore di Milano, ha ridato vita, corpo e anima, alla Giulietta Masina\degli Spiriti, diventata per Marras una e mille: «La Masina è stata sempre un’icona straordinaria, legata a Fellini sentimentalmente e anche nel cinema, ha dimostrato di essere andata oltre i film di Federico. Quello che mi piaceva era raccontare una donna in apparenza timida, mai esposta e quasi dimessa. Ma con una personalità straordinaria e molto forte. Sullo schermo le 'mangiava tutte', le altre attrici. Piccola e minuta, aveva una magia unica che si scatenava a partire dai suoi occhi».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.15900795:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.15900795:1653420625/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Immancabile l’altalena felliniana che ha aperto lo spettacolo offerto da Marras che, oggi più che mai, ha usato i suoi abiti per raccontare una storia, per dare un filo rosso ad un’emozione. Ha disegnato abiti che evocano spazi emotivi: «Ho provato a mettere a fuoco tutti gli angoli più remoti delle personalità dei personaggi felliniani, delle sue donne belle – a volte bellissime – strane e a volte brutte, ma assolutamente interessanti e quindi per me molto belle. Sono così diverse ma hanno tutte una magia straordinaria». Marras mantiene le promesse e mette in scena un bellissimo universo di donne (e anche di uomini) di ogni età, ogni fascino, ogni follia. «Ho pensato – continua Marras – di raccontare tutte le Giuliette che ci sono in giro, e tutte le attrici che hanno accompagnato Fellini e costellato il suo cinema. Sfilano donne varie, strane. Tutte hanno la voglia e la capacità di vestirsi».

La collezione è particolarmente variegata; giocata tra stampe con rose e bouquet, quadri e tante righe, pied de poule e optical geometrici. Amante delle stratificazioni, Marras ha usato sovrapposizioni e trasparenze, maxi volumi e linee striminzite. Tessuti a volte rigidi e molto spesso fluidi. Raccontano di un romanticismo languido e decadente gli splendidi pizzi, i velluti dèvorè. Anche i colori fanno parte della narrazione di Marras; alcuni sono insoliti per lui, come il rosa cipria e celeste polvere: «C'era un detto della suora alla scuola di mio figlio: “Il celeste è il colore dei maschi e il rosa è il colore delle femmine”. Io dicevo “non esistono i colori delle femmine' esistono i colori – spiega lo stilista\cantastorie –, so solo che se un colore non mi piace in quel momento, due giorni dopo lo userò in collezione: amo le contraddizioni».

Le felliniane Sandra Milo e Valentina Cortese sono evocate infatti dai colori sorbetto l’una e da quelli molto saturi l’altra. I cappellini sono quelli di Giulietta\Gelsomina e i fazzoletti allacciati sotto il mento ci riportano alle gite in vespa delle “Vacanze romane” di Audrey Hepburn. Su tutto “il circo” messo in scena da Marras incombe leggero Federico Fellini: come lui, l’artista disegna la passione, la follia e sopra ogni cosa l'amore. Quello vero, cioè libero da confini di genere, età, pregiudizi: prima della banda felliniana, che suonando si affaccia dall'alto dei ponteggi a chiudere il sogno, sono i baci appassionati tra le coppie di ogni genere ed età a fermare la scena. Camminano e sognano le Giuliette, le Anite, le Silve di Antonio Marras, accarezzate da abiti smisurati e svolazzanti così come da piccoli abitini e tailleur sartoriali ineccepibili. Il Cantiere di Marras, vero evento nell'evento Fashion Week, è soprattutto un omaggio all’amore: niente di più rivoluzionario in tempi come i nostri, di guerre e chiusure.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative