Come combattere violenza e intollenza
“Non sono razzista, ma”, di Luigi Manconi e Federica Resta (Feltrinelli, 150 pagine, 15 euro) illustra un meccanismo psicologico tanto elementare quanto diffuso, che mira a prendere le distanze dalle...
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“Non sono razzista, ma”, di Luigi Manconi e Federica Resta (Feltrinelli, 150 pagine, 15 euro) illustra un meccanismo psicologico tanto elementare quanto diffuso, che mira a prendere le distanze dalle parole e dagli atti che ci tradiscono e contraddicono ciò che pensiamo di essere, o che magari vogliamo far intendere di essere. Ma ormai è entrata in crisi l’interdizione morale nei confronti di parole e atti xenofobi, che aveva costituito un presidio linguistico e culturale, ma anche sociale e politico, rispetto al ricorso a pratiche di esclusione e discriminazione. Forse davvero sta cadendo il tabù del razzismo nella società italiana. Manconi e Resta lanciano un grido d’allarme in questo pamphlet: l’intolleranza etnica ha trovato spazio nel discorso pubblico e nella sfera politica, legittimando comportamenti fino a ieri censurati, grazie a figure pubbliche che fanno del proprio ruolo istituzionale una risorsa significativa di produzione e legittimazione dell’ostilità sociale nei confronti dello straniero.
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