La Nuova Sardegna

Al Bano, l’intramontabile: atleti in estasi al Geovillage di Olbia

di Dario Budroni
Un momento dello show in cui Al Bano indossa il kimono
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Un momento dello show in cui Al Bano indossa il kimono

Il cantante pugliese star nella cerimonia di apertura dei Mondiali veterani di judo. “Volare”, “Azzurro” e “Felicità”: un’ora di grandi classici della canzone italiana

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OLBIA. Sotto aveva un elegante abito in raso blu scuro. Ma per salire sul palco si è messo addosso un judogi bianco con una cintura nera stretta in vita. Niente mosse, nessun combattimento. Al Bano ha fatto quel che da sempre gli riesce meglio: cantare, collezionare applausi, stupire tutti con quella sua potente voce che fa tremare le mura. Il pubblico ha apprezzato. In estasi gli atleti arrivati da tutto il mondo. In prima fila naturalmente i russi, ben felici di ritrovarsi davanti un peso massimo di quella musica leggera italiana che tanto amano fin dai tempi dell’Unione sovietica. Albano Carrisi non ha deluso le aspettative. Chi immaginava una veloce comparsata sul palco è stato smentito dai fatti, visto che il cantautore pugliese ha cantato per oltre un’ora. L’organizzazione del “Judo championship Kata and veteran”, in scena in questi giorni a Olbia, ha voluto lui per la grande cerimonia del mondiale di judo che ha radunato in città centinaia di atleti di ogni continente.

AL BANO CANTA IL JUDO. Al Bano è comparso sul palco, allestito dentro il PalAltogusto del Geovillage, alle 16.30. Con il judogi sopra la giacca, ha esordito cantando l’inno della federazione internazionale di judo, della quale è diventato ambasciatore. Con lui tre coriste, una violinista e la band. Poi si è tolto il judogi ed è rimasto in abito. Pian piano ha cantato i suoi grandi successi e pure alcuni brani simbolo della musica italiana. Numeroso il pubblico davanti a lui, composto soprattutto da atleti e accompagnatori. I judoka, dai russi agli ucraini, non si sono persi un solo secondo di concerto. Tanti quelli assiepati ai suoi piedi per girare meglio video e dirette Facebook. Anche qualche giudice di gara, con la giacca della federazione, si è fatto avanti per andare ad accennare qualche ballo sotto il palco.

IL GRANDE CLASSICO. Il cantautore, classe 1943, ha poi cantato “Volare” di Domenico Modugno, tanto per regalare un po’ di Italia a chi è venuto da lontano. E poi avanti tra gli applausi con “Nostalgia canaglia”, con “Tu per sempre” e con “Libertà”. Subito dopo una sua versione di “Azzurro”, resa famosa da Adriano Celentano, e un omaggio a Giuseppe Verdi con “Va, pensiero”. Tra una canzone e l’altra anche qualche discorso, come quello per la pace nel mondo, per “il nostro amico Kim” che dovrebbe finirla di giocare con le atomiche «come fossero noccioline». Si tratta dello stesso Kim Jong Un al quale Carrisi qualche giorno fa ha scritto una lettera per chiedergli di lasciar perdere i progetti di guerra in cambio di un concerto nel più militarizzato dei paesi del mondo. Chiuso il capitolo Corea, ha continuato a cantare fino ad arrivare all’intramontabile “Felicità”.

APPLAUSI E BANDIERE. Per chiudere il suo concerto Al Bano ha nuovamente interpretato l’inno della federazione internazionale di judo. Stavolta, a un certo punto, si sono sollevate le bandiere di tutto il mondo, per un lungo giro attorno al tatami davanti agli sguardi compiaciuti dei vertici mondiali di questo sport. E prima di andare via, si è affacciato dal palco per accontentare tutte quelle persone che gli chiedevano un selfie da sbandierare su Facebook o una semplice stretta di mano. Con il microfono in pugno e con la musica che ancora andava, il cantante nato a Cellino San Marco ha accontentato tutti i suoi fan.
 

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