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Le poesie scritte con la sabbia dal robot Skryf

Le poesie scritte con la sabbia dal robot Skryf

CAGLIARI . Una macchina che passa e lascia sul terreno frasi di sabbia effimere per ragionare insieme su come gli esseri umani, la natura e il passare del tempo siano responsabili della...

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CAGLIARI . Una macchina che passa e lascia sul terreno frasi di sabbia effimere per ragionare insieme su come gli esseri umani, la natura e il passare del tempo siano responsabili della disintegrazione della parola. Arriva a Cagliari Skryf, il robottino ideato dell’artista olandese Gijs van Bon. La performance è in programma oggi e domani alle 19 in piazza Yenne. Gli appuntamenti, che rientrano nel festival Éntula, sono organizzati da Lìberos e Sardegna Teatro e rientrano nel calendario di del festival “10nodi” a Cagliari.

Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) in numerosi campi – logistica, trasporti e controlli di sicurezza, dalla realizzazione di opere d’arte alle traduzioni – si porranno sempre di più questioni etiche relative al nostro rapporto con le macchine. Da un lato bisognerà assicurarsi che le AI non siano dannose per gli esseri umani, dall’altro sarà necessario riflettere sulla morale delle stesse macchine. Le intelligenze artificiali del futuro saranno costruite in modo da raggiungere uno specifico obiettivo e potrà darsi che nel portare a termine il loro compito si trovino davanti a una scelta, anche piccola.

Peri il momento, Skryf scrive con la sabbia sul terreno. Da una piccola apertura, la sabbia scorre. Molto lentamente si deposita sul terreno, lettera per lettera, formando un testo che si rivela man mano che la macchina prosegue. Lentamente il testo scritto sarà influenzato dagli eventi atmosferici, dal vento e dal pubblico, fino a scomparire. Skryf può scrivere un testo lungo una strada o in un percorso. Il testo può includere una parola o una intera storia, variando la dimensioni delle lettere, grandi o minuscole. Skryf può scrivere all’aperto, dando luogo a un testo leggermente più grezzo e più effimero, o al chiuso, dove si otterrà un testo più definito e durevole. Skryf si riferisce al fatto che tutto è transitorio.

Un mucchio quasi irrilevante di sabbia crea la magia della parola. Gli esseri umani, la natura e il passare del tempo sono di nuovo responsabili della disintegrazione della parola. A volte immediata, a volte lenta. Come sabbia tra le dita.



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