La Nuova Sardegna

Faraualla: i canti magici femminili che curano

di Monica De Murtas

Al Verdi martedì il quartetto vocale pugliese per Voci di Donna, polifonia tradizionale riscoperta

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SASSARI. Prosegue martedì alle 21 al teatro Civico la rassegna “Voci di Donna” organizzata dalla Cooperativa Teatro e/o Musica che propone al suo secondo appuntamento un viaggio nel canto polifonico. Sul palco salirà in prima regionale il quartetto vocale Faraualla formato dalle quattro cantanti pugliesi: Loredana Savino, Gabriella Schiavone, Maristella Schiavone e Teresa Vallarella, accompagnate da Michele Marrulli e Pippo d'Ambrosio alle percussioni. «Facevamo parte dello stesso coro a Bari la nostra città natale – dice Gabriella Schiavone – poi nel 1995 abbiamo deciso di iniziare insieme un lavoro sulla polifonia antica, nostra passione comune».

Le cantanti nel loro sodalizio ventennale hanno assimilato attraverso la polifonia espressioni vocali di diverse etnie e di periodi storici differenti. «Gli esiti di questa ricerca si ritrovano nei nostri 5 album – prosegue – che raccolgono produzioni originali ma anche molte nostre elaborazioni del repertorio tradizionale». La Puglia, per secoli terra d’incontro e di passaggio di popoli, è presente nel suono che connota la formazione barese, negli strumenti che accompagnano l’esecuzione, nello stesso nome del gruppo.

Il Faraualla è infatti una delle cavità carsiche più profonde presenti sull’altopiano murgiano, a nord-ovest di Bari. «Abbiamo scelto questo nome perché ci rappresentava al meglio, il punto di partenza è la nostra terra, la nostra filosofia: esplorare le infinite possibilità della voce partendo però sempre dalle nostre radici». Nell’ultimo cd “Ogni male fore” il quartetto cerca il suono partendo dalla parola. «Abbiamo fatto una ricerca sulle antiche formule di guarigione della medicina popolare pugliese trovando parole che si legano fra loro come in un rosario, diventano un mantra, una formula magica nel senso più positivo di questo termine. I nostri avi univano gli aspetti più pagani della cultura popolare ad una fervida religiosità, la pratica magica o taumaturgica era legata alla reale conoscenza delle erbe curative in un’unione che non risultava mai essere forzata. Il materiale relativo a questa ricerca è stato difficile da recuperare, in quanto nascosto in una parte della memoria popolare misteriosa e accessibile solo a pochi prescelti. Abbiano trovato tracce di una cultura simile anche in Sardegna dove tra l'altro avete una delle tradizioni polifoniche più antiche e importanti al mondo: il canto a tenore». Nel lavoro delle Faraualla è fondamentale anche l’elemento teatrale in passato hanno collaborato con gradi artisti, tra cui Beppe Barra, e il prossimo gennaio saranno in scena accanto a Sonia Bergamasco nello spettacolo “L’uomo seme”. A Sassari le Faraualla presenteranno brani tratti dal loro vasto repertorio, dall’ultimo cd ma anche alcuni pezzi mai eseguiti prima.

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