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marosi di mutezza 

Sul palco Shakespeare, la volgarità e un falso diario casalingo

Sul palco Shakespeare, la volgarità e un falso diario casalingo

SASSARI. Continua oggi, al Teatro Ferroviario alle 21, con l’ultimo capitolo della trilogia B-tragedies, la rassegna Marosi di Mutezza organizzata dalla compagnia Meridiano Zero. “This is not wath it...

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SASSARI. Continua oggi, al Teatro Ferroviario alle 21, con l’ultimo capitolo della trilogia B-tragedies, la rassegna Marosi di Mutezza organizzata dalla compagnia Meridiano Zero. “This is not wath it is” di e con Marco Sanna e Francesca Ventriglia che questa volta si confrontano con “Otello”.

La formula, come nei due precedenti capitoli che hanno affrontato “Macbeth” e “Amleto”, è quella di far reagire fra loro il linguaggio alto di Shakespeare con forme espressive molto più basse: il karaoke, con la stampa scandalistica, con le con le squallide battute, con la volgarità di ogni giorno, con i soldi, con il gratta e vinci, con la tivù, con le merendine e con i villaggi turistici, con i selfie, con gli strass e le paillettes, con i cocktail colorati, con i balli di gruppo, con la tristezza della volgarità, con la volgare tristezza. Questo è un omaggio alla bassa fedeltà, alla confusione nella quale viviamo, al tradimento di ogni tradizione tradita e subita, ad ogni inutile umana speranza, alla stupidità di ogni gesto ogni parola ogni movimento a cui non ci si abitua mai. Siamo a Cipro e non succede nulla. Solo i fantasmi che pian piano s’impossessano delle nostre vite, si mescolano alle nostre vicende personali. Cipro è la metafora dell’agognato luogo di residenza, quello in cui passare un breve o lungo periodo di “studio”, concentrazione, isolamento dalle distrazioni quotidiane.

Cipro è anche il luogo lontano, una crocetta da barrare fra le varie possibilità di scelta obbligata, a cui l’artista contemporaneo è costretto nella giungla dei bandi, residenze, call, casting, giri a vuoto e promesse inutili.

Tutte le sere alle 19,30 presso L’Ultimo Spettacolo in corso Trinità 161, la performance di 15 minuti “Falso diario confidenziale” di e con Maria Luisa Usai. Cosa significa scrivere un diario. Di cosa si è tenuto traccia e cosa non si è annotato. Dove risiede e come si manifesta l’intima, confidenziale, auto-narrazione dell’esistenza. Abituati a leggere le vite degli altri e a documentare superficialmente quelle personali, che risulta quasi vacuo l’interrogarsi sulla modalità di trasmissione della vita di ogni giorno. La protagonista scorre le pagine della sua vita da casalinga 3.0, che respira e parla, si muove, nel proprio appartamento che assume i tratti di una personale prigione.



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