La Nuova Sardegna

Il viaggio di Kareem e del suo coach

di Roberto Sanna
Il viaggio di Kareem e del suo coach

Il racconto dell’amicizia tra il leggendario campione di basket e l’uomo che lo allenò al college

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Lui era Lewis Alcindor «diciottenne nero di New York, tutto metropolitana, hot jazz e diritti civili». L’altro John Wooden «cinquantacinquenne bianco dell’Indiana, tutto trattori, big-band e morale cristiana». Sarebbe stata una lunga storia di vittorie sui campi di basket e soprattutto un’amicizia di quasi cinquant’anni i cominciata negli anni Sessanta e interrotta solo dalla morte del leggendario coach del college di Ucla, avvenuta nel 2010 poche settimane prima di compiere i cento anni.

Lewis Alcindor, diventato poi Kareem-Abdul Jabbar, è diventato una leggenda dcol suo “gancio cielo”, le vittorie (tre titoli universitari, sei anelli Nba) e il record dei punti segnati nell’Nba con 38.387 che difficilmente sarà mai battuto. La sua grandezza sta però nel non essersi fermato ai campi di basket ed essere stato, durante e dopo la carriera sportiva, un uomo del suo tempo, in prima fila per le battaglie civili dei neri con le parole scritte e proferite a voce. Un percorso ancora non concluso di un uomo per nulla facile, dal carattere a volte spigoloso, che nella sua vita ha sempre avuto dei punti fermi e uno di questi è stato l’amicizia con il suo allenatore del college. Per questo “Coach Wooden and me”, pubblicato da Add, non è un semplice libro di basket. Si parla tanto di sport, certo, però si rivela un viaggio in un mondo complesso: l’Ncaa e gli anni dei Lakers, le rivolte degli anni Sessanta e la conversione, il rapporto con Muhammad Alì e Bruce Lee e i compagni di squadra, la lotta alla discriminazione. Kareem-Abdul Jabbar oggi ha 70 anni ed è un “columnist” di giornali come Washington Post, New York Times, Time e Hollywood reporter e ha scritto diversi libri sulla cultura degli afroamericani e la politica Usa. Un uomo impegnato che spesso trovava rifugio nella casa di John Wooden, col quale ha avuto in comune anche il più alto riconoscimento americano per i meriti civili: la “Presidential Medal of Freedom”.

E il loro legame è documentato da due foto scattate a 41 anni di distanza. Nella prima un allenatore bianco, in giacca e cravatta, dà a un giocatore nero alto 2,18 alcune indicazioni di gioco; nella seconda lo stesso coach, quasi centenario, si appoggia allo stesso ragazzo, ormai uomo adulto, per uscire dal campo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative