Milano
Lapo Elkann: «Nel mio Garage l’Italia della Dolce vita»
MILANO. Nell’ex-stazione Agip di piazzale Accursio, frequentata per decenni dai milanesi che andavano al lago per il weekend e poi troppo a lungo abbandonata, ha preso forma Garage Italia, il...
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MILANO. Nell’ex-stazione Agip di piazzale Accursio, frequentata per decenni dai milanesi che andavano al lago per il weekend e poi troppo a lungo abbandonata, ha preso forma Garage Italia, il progetto di Lapo Elkann che unisce il mondo dei motori con quello della ristorazione, firmata da Carlo Cracco, e del design, curato da Michele De Lucchi, che ha restaurato l’edificio commissionato nel 1952 all’architetto Mario Bacciocchi da Enrico Mattei. «Quando ho immaginato questo luogo – racconta Lapo nel suo garage – ho pensato a un concetto visto nei libri del mio bisnonno, Giovanni Agnelli, non l’Avvocato ma il genio della famiglia, con la pubblicità “Fiat cielo terra mare”. Tra me e lui non c’è confronto, ma nel mio piccolo voglio riportare quel concetto in un’industria in pieno fermento che è quella del motion».
Il bisnonno che fondò la Fiat non è l’unico ispiratore del progetto, che vede la luce dopo 3 anni di lavori: «Proveremo a fare con umiltà quanto e di più fatto da Enrico Mattei, che era un esempio di successo e forza italiani». È all’Italia di quegli anni del boom, «quando eravamo un paese che dominava il mondo» che guarda oggi Lapo, pensando a una «Dolce vita 4.0, senza amarcord». Un rinascimento che per l’imprenditore parte da Milano, «città in piena effervescenza», e dovrebbe coinvolgere tutta la penisola, che «ha cose incredibili che gli altri ci invidiano. Se lavori sul bello, il buono e la qualità questo è il Paese migliore del mondo. L’Italia – prosegue Lapo Elkan, in doppiopetto giallo canarino e calzini in pendant – ha delle eccellenze incredibili, con imprenditori e artigiani fuori dal normale, unendo le forze vinciamo se andiamo a combattere all’estero». Per questo l’imprenditore tiene a sottolineare di aver collaborato con aziende come Cassina, che firma le sedute da regista con le livree automobilistiche, e Riva, che ha dato il suo nome al privé al primo piano e ai bagni stile yacht.
Il bisnonno che fondò la Fiat non è l’unico ispiratore del progetto, che vede la luce dopo 3 anni di lavori: «Proveremo a fare con umiltà quanto e di più fatto da Enrico Mattei, che era un esempio di successo e forza italiani». È all’Italia di quegli anni del boom, «quando eravamo un paese che dominava il mondo» che guarda oggi Lapo, pensando a una «Dolce vita 4.0, senza amarcord». Un rinascimento che per l’imprenditore parte da Milano, «città in piena effervescenza», e dovrebbe coinvolgere tutta la penisola, che «ha cose incredibili che gli altri ci invidiano. Se lavori sul bello, il buono e la qualità questo è il Paese migliore del mondo. L’Italia – prosegue Lapo Elkan, in doppiopetto giallo canarino e calzini in pendant – ha delle eccellenze incredibili, con imprenditori e artigiani fuori dal normale, unendo le forze vinciamo se andiamo a combattere all’estero». Per questo l’imprenditore tiene a sottolineare di aver collaborato con aziende come Cassina, che firma le sedute da regista con le livree automobilistiche, e Riva, che ha dato il suo nome al privé al primo piano e ai bagni stile yacht.
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