La Nuova Sardegna

Mauro racconta la vittoria dei soviet

di Elisabetta Stefanelli
Mauro racconta la vittoria dei soviet

“L’anno del ferro e del fuoco” esce nel centenario della Rivoluzione d’ottobre

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«Mi chiedevo quanto un amore potesse durare, così lontano e distante, senza contatti e senza più ragioni, custodito solo nella memoria, sfiorandosi. Avevo amato moltissimo la Russia...» Inizia con una dichiarazione d'amore il libro di Ezio Mauro, ex direttore de La Repubblica, dedicato ai cento anni della Rivoluzione d'Ottobre, «L'anno del ferro e del fuoco» (Feltrinelli, pag. 241, 18 euro).

Un viaggio nei giorni che segnarono la caduta del regime zarista e l’avvento dei soviet che è diventato anche una web serie, da alcuni mesi su Repubblica Tv, un tour teatrale di un'ora e mezza, “I due treni di Lenin e lo zar”, con la partecipazione in voce di Ivano Marescotti, partito il 4 ottobre da Vicenza e ora anche un libro: «Bisognava attraversare tutto il 2017 raccontando il 1917 mese per mese, ogni volta con un reportage che tenesse il filo della vicenda generale, ma seguisse un personaggio colto in mezzo al tumulto di quel momento».

Da lì nasce il volume ora edito da Feltrinelli, un libro fatto di folle, di ideali e di violenza, di arte e di potere, sempre a tinte forti. «Forse è tutto semplice – scrive ancora Ezio Mauro nell'introduzione – ho cercato di fare il cronista dei fatti di cento anni fa lasciandomi travolgere dal furore che ha afferrato l'anima di una città e la storia di un paese stringendole in pugno per settant'anni, in un esperimento politico che ha cambiato il destino della Russia, cercando la libertà dell'autocrazia per perderla definitivamente».

Quindi tutto inizia nel dicembre del 1916, a San Pietroburgo, dove oggi c'è un mazzo di fiori, lì dove venne ucciso con due colpi di pistola il «monaco nero», Rasputin, assassinato «tra un sabato e una domenica nella notte sospesa sulla rivoluzione». E nelle foto in bianco e nero che illustrano il volume, appare lui per primo, con la mano alzata nel segno della benedizione, e poi lo zar Nikolaj II, con tutta la sua famiglia, e poi la folla degli operai in sciopero, nel primo giorno della rivoluzione di febbraio, a Pietrogrado nel 1917, e poi alla fine il profilo di Lenin che parla nella Piazza Rossa, fino all'ultima foto, quella con le pareti scrostate dai colpi di proiettile per l'esecuzione dello zar e della sua famiglia. A febbraio appunto quando «La rivoluzione diventa rivoluzione», come recita il titolo del terzo dei dodici capitoli, uno per ogni mese dell’anno. Dalla penna di un grande cronista una ricostruzione completa e avvincente.



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