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Pellicole Lgbt al “Sardinia Queer Short Film”

Pellicole Lgbt al “Sardinia Queer Short Film”

CAGLIARI. Ha preso il via giovedì 2 novembre al Cineteatro “Nanni Loy” la nuova edizione di “Uno sguardo normale Expo - Sardinia Queer Short Film Festival”, evento interamente dedicato al cinema a...

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CAGLIARI. Ha preso il via giovedì 2 novembre al Cineteatro “Nanni Loy” la nuova edizione di “Uno sguardo normale Expo - Sardinia Queer Short Film Festival”, evento interamente dedicato al cinema a tema Lgbt (lesbica, gay, bisex, trans e queer) organizzato dall’associazione Arc.

Il festival chiude oggi. Alle 17 ci sarà la proiezione dei corti fuori concorso; alle 18 la cerimonia di premiazione di premiazione. Alle 21, invece, l’ultimo film in programma: “Maurice”, di James Ivory (Gran Bretagna, 1987), proiezione per il trentennale dello storico film con Hugh Grant. L’azione del film è ambientata a Cambridge, 1909. Maurice Hall, giovane studente universitario, si innamora del compagno di studi Clive Durham e vive con lui un difficile rapporto amoroso, privo di qualsiasi fisicità, che porta però il giovane Maurice a una consapevolezza più profonda del proprio orientamento sessuale. Destinato a una brillante carriera di avvocato, Clive decide di rompere definitivamente il suo legame con Maurice e si sposa, ma Maurice trova un nuovo amore, completo, che lo rende libero.

Nel foyer del “ Nanni Loy” si potrà vedere la mostra “Cercando il paradiso perduto – Quarant’anni in movimento”, a cura di Giovanni Rondella. Sono più di cento scatti realizzati da Rodella in occasione di diverse manifestazioni organizzate da attivisti Lgbt in tutto il mondo.

Ieri è stato invece proiettato il lungometraggio “My Nature”, Massimiliano Ferraina che racconta la storia di Simone, nato con genitali femminili, che si è sempre sentito un bambino. Durante l’adolescenza il conflitto tra come si sentiva dentro e il suo corpo è diventato insopportabile, ma solo a 28 anni ha concluso il percorso di transizione. Il film racconta i cambiamenti della sua vita e il suo punto di partenza è proprio il fatto che dopo aver realizzato il suo più grande obiettivo a trent’anni si è ritrovato nella “gabbia” della normalità sociale senza potersi chiedere cosa veramente desiderava fare, come voleva veramente vivere. Alla soglia dei 40 anni, Simone intraprende un viaggio di scoperta che lo porta ad imparare ad amare sé stesso dopo tanti anni passati ad odiarsi.



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