poesia
In una raccolta i versi d’amore di Wislawa Szymborska
ROMA. L’amore occupa un posto speciale nella poesia di Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996. E se fosse necessario dimostrarlo, ecco ora la raccolta di poesie apparse fra il...
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. L’amore occupa un posto speciale nella poesia di Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996. E se fosse necessario dimostrarlo, ecco ora la raccolta di poesie apparse fra il 1954 e il 2001 che escono per Adelphi a cura dello slavista Pietro Marchesani. Il libro, “Amore a prima vista”, proposto con testo originale a fronte, è un viaggio nel mondo della poetessa polacca di Cracovia, morta nel 2012, che partendo da avvenimenti semplici e dall’osservazione del quotidiano, pone domande universali a cui sa dare risposte che diventano frammenti di verità umana. «Non c’è giorno che ritorni,/ non due notti uguali uguali,/ né due baci somiglianti,/ né due sguardi tali e quali», scrive in “Nulla due volte” la Szymborska. E in “Opera buffa” dice: «Passerà il nostro amore,/ e poi cento e altri cent’anni,/ poi saremo ricongiunti:/ commedianti lui e lei,/ e del pubblico gli amati,/ finiremo sulla scena».
Fatta conoscere in Italia dall’editore Vanni Scheiwiller che nel 1996 pubblicò “Gente sul ponte” , mentre nel 1998 uscì per Adelphi l’ampia scelta antologica “Vista con granello di sabbia”, la Szymborska non è stata subito riconosciuta in Italia, mentre all’estero, era già nota prima del conferimento del Nobel. Oggi la sua poesia «gode di un riconoscimento che le viene non solo dalla critica, ma innanzitutto dai lettori», come sottolinea Marchesani, grande traduttore della Szymborska nella postfazione al libro in cui fa notare che «i due volumetti di Scheiwiller hanno raggiunto fin qui la settima e terza edizione e l’ampia scelta antologica di Adelphi la terza». Il segreto del successo che ha avuto la Szymborska sta, secondo Marchesani, nel «personalissimo modo» di porre le domande e nella «capacità di interrogarsi, con un’andatura riflessiva e scherzosa insieme, mirabilmente densa e lieve al tempo stesso».
Fatta conoscere in Italia dall’editore Vanni Scheiwiller che nel 1996 pubblicò “Gente sul ponte” , mentre nel 1998 uscì per Adelphi l’ampia scelta antologica “Vista con granello di sabbia”, la Szymborska non è stata subito riconosciuta in Italia, mentre all’estero, era già nota prima del conferimento del Nobel. Oggi la sua poesia «gode di un riconoscimento che le viene non solo dalla critica, ma innanzitutto dai lettori», come sottolinea Marchesani, grande traduttore della Szymborska nella postfazione al libro in cui fa notare che «i due volumetti di Scheiwiller hanno raggiunto fin qui la settima e terza edizione e l’ampia scelta antologica di Adelphi la terza». Il segreto del successo che ha avuto la Szymborska sta, secondo Marchesani, nel «personalissimo modo» di porre le domande e nella «capacità di interrogarsi, con un’andatura riflessiva e scherzosa insieme, mirabilmente densa e lieve al tempo stesso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google