La Nuova Sardegna

L’arte racconta il mondo con la tecnologia

di Sabrina Zedda
L’arte racconta il mondo con la tecnologia

Da domani e fino al 17 dicembre a Cagliari il festival che mescola la creatività con i nuovi strumenti della scienza 

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Dai viaggi della speranza dei migranti ai viaggi virtuali degli utenti della rete, persi se non riescono a conquistare un “like”. Da domani al 17 dicembre torna “Le meraviglie del possibile”, quarta edizione del festival che mescola arte e teatro con le nuove tecnologie, organizzato da Kyber Teatro, spin off dell’associazione L’Aquilone di Viviana. La rassegna in Italia è un caso unico, visto che è la sola a coniugare tematiche artistiche e tecnologiche: «Si tratta di un network innovativo tra pubblico, artisti, scienziati e tecnologi nazionali e internazionali che favorisce la contaminazione tra cultura umanistica e sapere scientifico», spiega Ilaria Nina Zedda, direttrice artistica insieme a Marco Quandamatteo.

Quest’anno il filo conduttore sarà “Intertwine”, termine che rimanda all’intreccio creativo digitale e alla capacità di intrecciare diverse discipline e tematiche sociali. Come quella dell’immigrazione a cui è dedicato l’evento di apertura: “#Milionidipassi experience”, mostra multimediale promossa e organizzata da Medici senza frontiere, che dopo le tappe in realtà come il Giffoni Film Festival o il Festival della scienza di Ferrara da domani, e per due giorni, sarà alla Mediateca del Mediterraneo per proporre un viaggio virtuale nella realtà di milioni di persone in fuga. Dopo una prima parte in cui i volontari di Medici senza frontiere contestualizzano le guerre, il percorso prosegue con dei visori ultramoderni che catapultano il visitatore nelle realtà vissute dai migranti: estenuanti viaggi insieme a centinaia persone in fuga dai conflitti e dalla povertà.

Il 24 novembre il Festival si sposta nello Spazio Osc di via Newton 24 dove si potrà partecipare attivamente a “Sense shifting”, mostra dell’artista multimediale Giovanni Maria Zaccaria (ha studiato Ingegneria biomedica al Politecnico di Milano) in cui attraverso un dispositivo interattivo si esplorano le possibilità di comunicazione non verbale. Durante la serata sarà anche presentato il “Social wall Crs4”, l’installazione multimediale interattiva per ambienti multimediali del Crs4 attraverso cui, partendo da una qualsiasi superficie fisica, è possibile fare un lavoro collaborativo. Il 30 novembre e il primo dicembre arriva l’evento di punta dell’intero festival: alle 21 nello Spazio Osc va in scena lo spagnolo Colectivo Fango con lo spettacolo “Fomo”. Il titolo è l’acronimo di “Fear of missing out”, cioè paura di perdersi.

E’ quella degli utenti della rete, la fobia di perdersi qualcosa se non si è connessi. “Fomo” mostra infatti la crisi d’identità dell’essere umano.

Un lavoro che ha permesso alla compagnia di vincere la chiamata collettiva lanciata dal festival l’anno scorso. Sullo stesso tema il collettivo condurrà un laboratorio di creazione teatrale, in programma il 2 dicembre. E’ il secondo laboratorio del festival, dopo “Augmented movements”, che Giovanni Marco Zaccaria terrà dal 24 al 27 novembre.

Infine, dal 6 al 17 dicembre il Festival ospita la residenza artistico-tecnologica “Augmented reality thater experience”, una collaborazione tra i padroni di casa e la compagnia francese V.E.I.A improntata a una nuova produzione interattiva, teatrale e tecnologica: “Map Elicitacion”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative