La Nuova Sardegna

Addio a Bacalov, Oscar per “Il postino” di Troisi

di Roberto Sanna

Il musicista si è spento a 84 anni. Nato in Argentina, viveva dal 1959 a Roma Le colonne sonore per Fellini e Pasolini, le canzoni per Villa, Endrigo e Morandi

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ROMA. È morto Luis Bacalov, premio Oscar nel 1996 per la colonna sonora de “Il postino”, ultimo film di Massimo Troisi. Aveva 84 anni. Nato a San Martin, in Argentina, il 30 agosto 1933, viveva dal 1959 in Italia, ed era naturalizzato italiano. Bacalov s’è spento all’ospedale San Filippo Neri di Roma dovera stato ricoverato nei giorni scorsi a causa di un’ischemia. Negli anni Sessanta lavorò come arrangiatore per Claudio Villa e Milva, oltre che per Nico Fidenco, Rita Pavone, Umberto Bindi e Gianni Morandi.

Formò un fruttuoso sodalizio compositivo con Sergio Endrigo, che durò vent’anni. Sino a quando, nel 2003, la corte di appello civile di Roma condannò il compositore per aver copiato il tema de “Il postino” da “Nelle mie notti” di Endrigo. La vicenda si concluse con una conciliazione economica. Bacalov firmò le colonne sonore di diversi film. Lavorò per registi come Fellini, Pasolini, Damiani, Scola, Rosi. Quentin Tarantino ha riutilizzato sue musiche per “Kill Bill” e “Django unchained”.

«Abbiamo condiviso un’emozione fortissima e ora sono addolorata». Così Maria Grazia Cucinotta, attrice nel “Postino”, ricorda Bacalov. «Il film di Troisi è un’esperienza stampata nella mia mente, ecco perché ogni volta che nei festival o in altre occasioni mi capitava di rivedere Bacalov ci abbracciavamo e ci ritrovavamo come se ci fossimo lasciati due minuti prima», dice ancora l’attrice, che dal film di Michael Radford e Massimo Troisi fu lanciata. «Lo ricordo sul set del “Postino”. Creò le musiche che poi lo portarono all’Oscar anche sulle immagini del film. Le suggestioni che traeva dalle scene furono decisive per comporre la colonna sonora. Anzi, più che la colonna sonora, le sue note sono state il battito cardiaco del film di Massimo».

«Il maestro – racconta il giovane musicista napoletano Alberto Pizzo – si è spento davanti a me. Era ricoverato da una decina di giorni. Io sono tornato dagli Stati Uniti in Italia da pochissimo e solo ieri sono riuscito ad andare da lui. È morto davanti a me; è incredibile, è come se mi avesse aspettato». Con Bacalov, Pizzo aveva lavorato all’album “Memories” (Sony), realizzato negli Abbey Studios di Londra: «Il disco si è pregiato della co-direzione di Bacalov e dell’accompagnamento della London Symphony Orchestra. Conserverò questo bagaglio artistico inestimabile». «Nell'ultimo anno – racconta ancora il compositore – Bacalov si stava chiudendo in se stesso. Un po’ alla volta si è come ritirato dal mondo. Gli ultimi anni artistici vissuti a stretto contatto con lui resteranno sempre con me».

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