La vita nei boschi di Captain Fantastic
SASSARI. Whitman, Thoreau, gli scrittori della Beat Generation: ci hanno provato tutti, con esiti alterni, a cercare nei boschi una vita più autentica di quella avvelenata delle metropoli. E infatti...
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SASSARI. Whitman, Thoreau, gli scrittori della Beat Generation: ci hanno provato tutti, con esiti alterni, a cercare nei boschi una vita più autentica di quella avvelenata delle metropoli. E infatti la fuga nel verde, così come il viaggio, è da almeno due secoli uno dei miti, o dei cliché, più irrinunciabili d’America.
Non si discosta dal filone “Captain Fantastic” di Matt Ross, miglior regia nella sezione Uncertain regard a Cannes 2016. Ben Cash, il capitan Fantastic del titolo (interpretato da Viggo Mortensen), da dieci anni vive nei boschi con i suoi figli e le sue figlie; insegna loro a cacciare per nutrirsi, a scalare montagne per temprarsi fisicamente, li tiene lontani dalle scuole ma li istruisce su letteratura, politica, fisica quantistica. L’idillio nel verde, che spesso abusa degli stereotipi hippie, ma regge grazie alla spontaneità della recitazione corale, inizia a vacillare, insieme all’idea di libera scelta, quando nella comunità dei Cash arriva la notizia del suicidio di Leslie, moglie di Ben e madre dei ragazzi, da anni ricoverata in una clinica psichiatrica. La missione di Captain Fantastic e dei suoi figli è opporsi al funerale cattolico, deciso dalla famiglia di Leslie, e assecondare la sua volontà di essere cremata. Ci proveranno in viaggio su un vecchio furgone che attraversa paesaggi mozzafiato, sottolineati da una colonna sonora all’altezza, e le contraddizioni di un’America persa tra ignoranza e consumismo. (Grab)
Non si discosta dal filone “Captain Fantastic” di Matt Ross, miglior regia nella sezione Uncertain regard a Cannes 2016. Ben Cash, il capitan Fantastic del titolo (interpretato da Viggo Mortensen), da dieci anni vive nei boschi con i suoi figli e le sue figlie; insegna loro a cacciare per nutrirsi, a scalare montagne per temprarsi fisicamente, li tiene lontani dalle scuole ma li istruisce su letteratura, politica, fisica quantistica. L’idillio nel verde, che spesso abusa degli stereotipi hippie, ma regge grazie alla spontaneità della recitazione corale, inizia a vacillare, insieme all’idea di libera scelta, quando nella comunità dei Cash arriva la notizia del suicidio di Leslie, moglie di Ben e madre dei ragazzi, da anni ricoverata in una clinica psichiatrica. La missione di Captain Fantastic e dei suoi figli è opporsi al funerale cattolico, deciso dalla famiglia di Leslie, e assecondare la sua volontà di essere cremata. Ci proveranno in viaggio su un vecchio furgone che attraversa paesaggi mozzafiato, sottolineati da una colonna sonora all’altezza, e le contraddizioni di un’America persa tra ignoranza e consumismo. (Grab)
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