L’Italia di Fred Buscaglione a ritmo di swing
di Roberto Sanna
A Sassari lo spettacolo della Parabà Orchestra ispirato agli anni del boom raccontati con le canzoni del “duro di Torino”
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La vita di Fred Buscaglione e dell’Italia degli anni Cinquanta attraverso le sue canzoni. La Parabà Orchestra riporta in scena venerdì sera al Bistrot di viale Trento “Voglio scoprir l’America”, spettacolo che in primavera ha segnato due “sold out” al Teatro Civico di Sassari . Un viaggio a ritmo di swing con Mauro Aresu nei panni del cantautore piemontese e la voce narrante di Rachele Falchi, supportati da Marco Greco (chitarra), Antonello Monteduro (pianoforte), Fabrizio Leoni (contrabasso), Alessandro Canu (batteria), Luca Chessa (sax) e Luca Uras (tromba). Testi e regia di Rachele Falchi, arrangiamenti e direzione di Luca Uras.
Una produzione nata alcuni anni fa sulle fondamenta della grande amicizia tra Luca Uras, prima tromba dell’Orchestra Jazz della Sardegna, e Fausto Orizi, il musicista marchigiano trapiantato a Sassari che suonò la tromba proprio con Buscaglione durante la parentesi militare in Sardegna di quest’ultimo. Fausto Orizi (che è scomparso due anni fa all’età di 95 anni) è stato l’ospite d’onore di un concerto ispirato a Buscaglione e organizzato da Luca Uras, da quell’evento è nata l’idea di formare una vera orchestra swing che ha debuttato un anno fa al Teatro del Carmine di Tempio. Non una “cover band”, quindi, ma una vera e propria formazione stabile che manda in scena uno spettacolo capace di ripercorrere la vita del “duro di Torino” e contemporaneamente traspèortare gli spettatori in un viaggio dentro l’Italia ruggente del boom economico. A quasi sessant’anni dalla tragica scomparsa, avvenuta nel 1960 a Roma in un incidente stradale, Ferdinando “Fred” Buscaglione resta una delle figure musicali più longeve e amate della canzone italiana, così come i suoi motivetti composti da uno swing orecchiabile e testi accattivanti, più volte (e non è un caso) utilizzati negli spot pubblicitari. Il suo successo come cantautore, dopo gli inizi nelle cover band di jazz, è durato appena cinque anni ma è stato segnato da titoli indimenticati, a cominciare da “Che bambola”, hit da un milione di copie uscita nel 1957.
Baffetto alla Clark Gable, look e atteggiamento da simpatico spaccone, mito consolidato dalla morte prematura (aveva 38 anni) e tragica (si schiantò con la sua Ford Thunderbird contro un camion al rientro da un’esibizione in un night club) Fred Buscaglione rivivrà venerdì nello spettacolo della Parabà Orchestra: dai suoi esordi negli scantinati torinesi, costretto ad abbandonare il Conservatorio a causa delle condizioni economiche non esattamente floride della famiglia, alla parentesi militare che lo vice esibirsi appunto in Sardegna dal vivo e alla radio con una parentesi da prigioniero di guerra degli americani, fino al grande successo e alla morte, in un contesto socio-economico irripetibile.
La Parabà Orchestra (espressione dell’Associazione Parabà fondata da Rachele Falchi e Luca Uras) non si esaurisce però nello spettacolo dedicato a Buscaglione. In primavera ritornerà con una produzione, questa volta insieme a un grosso nome ancora top secret.
Una produzione nata alcuni anni fa sulle fondamenta della grande amicizia tra Luca Uras, prima tromba dell’Orchestra Jazz della Sardegna, e Fausto Orizi, il musicista marchigiano trapiantato a Sassari che suonò la tromba proprio con Buscaglione durante la parentesi militare in Sardegna di quest’ultimo. Fausto Orizi (che è scomparso due anni fa all’età di 95 anni) è stato l’ospite d’onore di un concerto ispirato a Buscaglione e organizzato da Luca Uras, da quell’evento è nata l’idea di formare una vera orchestra swing che ha debuttato un anno fa al Teatro del Carmine di Tempio. Non una “cover band”, quindi, ma una vera e propria formazione stabile che manda in scena uno spettacolo capace di ripercorrere la vita del “duro di Torino” e contemporaneamente traspèortare gli spettatori in un viaggio dentro l’Italia ruggente del boom economico. A quasi sessant’anni dalla tragica scomparsa, avvenuta nel 1960 a Roma in un incidente stradale, Ferdinando “Fred” Buscaglione resta una delle figure musicali più longeve e amate della canzone italiana, così come i suoi motivetti composti da uno swing orecchiabile e testi accattivanti, più volte (e non è un caso) utilizzati negli spot pubblicitari. Il suo successo come cantautore, dopo gli inizi nelle cover band di jazz, è durato appena cinque anni ma è stato segnato da titoli indimenticati, a cominciare da “Che bambola”, hit da un milione di copie uscita nel 1957.
Baffetto alla Clark Gable, look e atteggiamento da simpatico spaccone, mito consolidato dalla morte prematura (aveva 38 anni) e tragica (si schiantò con la sua Ford Thunderbird contro un camion al rientro da un’esibizione in un night club) Fred Buscaglione rivivrà venerdì nello spettacolo della Parabà Orchestra: dai suoi esordi negli scantinati torinesi, costretto ad abbandonare il Conservatorio a causa delle condizioni economiche non esattamente floride della famiglia, alla parentesi militare che lo vice esibirsi appunto in Sardegna dal vivo e alla radio con una parentesi da prigioniero di guerra degli americani, fino al grande successo e alla morte, in un contesto socio-economico irripetibile.
La Parabà Orchestra (espressione dell’Associazione Parabà fondata da Rachele Falchi e Luca Uras) non si esaurisce però nello spettacolo dedicato a Buscaglione. In primavera ritornerà con una produzione, questa volta insieme a un grosso nome ancora top secret.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
