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Grammy, Jay Z è il re delle nomination

Grammy, Jay Z è il re delle nomination

Fanno il pieno gli artisti di colore ma le donne restano ancora penalizzate

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NEW YORK . Jay Z è il re delle nomination ai Grammy 2018. Il rapper e imprenditore americano ha infatti collezionato otto candidature tra cui per le categorie top come miglior album, miglior canzone e disco dell’anno. Per le stesse categorie è in corsa anche Bruno Mars con sei nomination mentre Kendrick Lamar, anche se ha avuto sette nomination, una in più di Mars, è in corsa per due categorie. Jay Z, che ha già all’attivo 21 Grammy, ha fatto incetta di nomination per il rap e il R&B, una prerogativa degli artisti di colore e spesso sacrificato alla musica più mainstream, come il rock o il country, offrendo quindi al genere una possibilità di vincere alla grande alla 60ma edizione di quelli che sono considerati gli Oscar della musica.

E se l’anno scorso artisti come Frank Ocean, Kanye West e Drake boicottarono la cerimonia al grido dell’hashtag “GrammySoWhite”, facendo anche eco alla controversia degli Oscar troppo bianchi (#OscarsSoWhite), i Grammy 2018 segneranno invece una svolta dando la possibilità agli artisti di colore di prendersi una rivincita portando a casa il numero più alto di premi. Sul palcoscenico del Madison Square Garden, con New York che si riprende la scena dei Grammy dopo 15 anni, il prossimo 28 gennaio a contendersi il premio come miglior album dell’anno ci saranno Jay-Z con “4:44”, Bruno Mars con “24KMagic”, Kendrick Lamar con ’Damn’, Childish Gambino con “Awaken My Love” e Lorde con “Melodrama”. In lizza per il disco dell’anno ci sono, “The Story of O.J.” di Jay-Z, “24K Magic”, ancora di Mars, di Lamar, “Humbler”, “Redbone” di Gambino e il tormentone latino “Despacito” di Luis Fonsi, Daddy Yankee and Justin Bieber. “Despacito” è anche in corsa per la miglior canzone dell’anno assieme a “That’s What I Like” di Mars, “4:44” di Jay-Z, “1-800-273-8255” del rapper Logic e “Issues” di Julia Michaels. Non ci sono nomination per artisti rock o country nelle categorie top. E anche se la diversità ha trionfato a livello di etnie, le donne restano ancora penalizzate tra i big a parte le eccezioni di Lorde e la Michaels.

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