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Cinque suggerimenti per non rinunciare a un piatto di pasta

di Gabriele Santoro
Cinque suggerimenti per non rinunciare a un piatto di pasta

Una nutrizionista smonta i falsi miti sul nostro piatto nazionale

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«Basta con i falsi miti sulla pasta: non è vero che non si può mangiare la sera, e perché mai privarsi di una bella carbonara? Stimola la tiroide e fa bene anche all'umore». La bella notizia arriva a ridosso della Giornata mondiale della pasta – che si è svolta nei giorni scorsi – e la annunciano l’endocrinologa e nutrizionista Serena Missori e il provider Ecm 2506 “Sanità in-Formazione”.

Sono fondamentalmente cinque i consigli dispensati dall'esperta per concedersi un piacere gastronomico che in molti guardano come a un nemico giurato della linea. Intanto, secondo la dietologa è opportuno prediligere la pasta di grano duro, meglio se trafilata al bronzo e anche integrale. Meglio ancora gli spaghetti che hanno l'indice glicemico inferiore e sono adatti anche ai diabetici e a chi deve perdere peso. Vietata – oltre che non esattamente appetibile – la pasta scotta: quanto di buono viene servito in tavola deve invece essere assolutamente al dente, perché dà più sazietà e ha un indice glicemico più basso. Se capita di distrarsi, si può sempre raffreddare sotto un getto d’acqua corrente. Un semplice ma utilissimo espediente per assicurarci gusto e salute.

Ma il bello per chi ama spaghetti, fettuccine e fusilli deve ancora arrivare. Sì, ad esempio, a una bella spaghettata saltata in padella con olio extravergine d’oliva e spezie, ma ogni tanto concediamoci anche una carbonara con uova e pancetta, per aggiungere un boost di proteine. Fra l’altro questa associazione stimola la tiroide: accompagnarla con della verdura amara riduce la ritenzione idrica. La pastasciutta può essere consumata anche di sera, soprattutto se siamo stressati, se soffriamo d'insonnia, se siamo in menopausa e abbiamo le vampate o se soffriamo di sindrome premestruale. Questo perché la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi fa rilassare e favorisce il sonno. Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l'aumento di peso. Il biotipo nervoso cerebrale può concedersi una bella spaghettata a ogni pasto, il biotipo linfatico che deve perdere peso è meglio che non la mangi proprio tutte le sere, il biotipo bilioso e sanguigno, con moderazione e associando la pasta al consumo di verdure, può mangiarla sempre.

Per chi è celiaco o sensibile al glutine, ha la permeabilità intestinale, o soffre di colite o di malattie infiammatorie intestinali, via libera alla pasta di riso integrale, di quinoa e di grano saraceno, sempre con l'accortezza di consumarla al dente e associata a delle verdure amare, prima o dopo il pasto.

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