Molestie, il Met sospende Levine
Abusi per decenni del direttore d’orchestra, stop alla “Tosca” di Capodanno
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NEW YORK. La Metropolitan Opera ha sospeso il direttore d’orchestra James Levine, dopo che tre uomini lo hanno accusato di molestie sessuali quando erano teenager. Gli abusi sessuali risalgono a decenni fa, a partire dagli anni Sessanta, e in un caso in particolare su un minore era emerso sui media americani.
Peter Gelb, il general manager del celebre teatro, ha annunciato la sospensione di ogni rapporto con Levine cancellandone le performance già in programma tra cui l’edizione della Tosca di Capodanno. La decisione è stata presa dopo che il New York Times ha contattato il Met a proposito delle accuse. Il teatro ha assunto uno studio legale esterno per indagare sul comportamento di James Levine al fine di prendere le misure appropriate.
Non è la prima volta che indiscrezioni sul comportamento di Levine fanno il giro degli ambienti dell’opera – l’ex portavoce del Met Johanna Fielder ne aveva scritto in un libro del 2001 – ma è la prima volta che il teatro non le liquida come gossip infondato. La Metropolitan Opera aveva messo sotto inchiesta per pedofilia Levine perché accusato in un rapporto della polizia dell’Illinois di aver abusato di un uomo che all’epoca aveva 15 anni spingendolo a un certo punto sull’orlo del suicidio. Le molestie sarebbero cominciate a metà anni Ottanta quando Levine era direttore del Ravinia Festival e l’allora ragazzino, un amante della musica, era presenza fissa col sogno di diventare un giorno direttore d’orchestra. Levine molestò più volte il giovane promettendogli la carriera, cosa che però non avvenne mai.
Peter Gelb, il general manager del celebre teatro, ha annunciato la sospensione di ogni rapporto con Levine cancellandone le performance già in programma tra cui l’edizione della Tosca di Capodanno. La decisione è stata presa dopo che il New York Times ha contattato il Met a proposito delle accuse. Il teatro ha assunto uno studio legale esterno per indagare sul comportamento di James Levine al fine di prendere le misure appropriate.
Non è la prima volta che indiscrezioni sul comportamento di Levine fanno il giro degli ambienti dell’opera – l’ex portavoce del Met Johanna Fielder ne aveva scritto in un libro del 2001 – ma è la prima volta che il teatro non le liquida come gossip infondato. La Metropolitan Opera aveva messo sotto inchiesta per pedofilia Levine perché accusato in un rapporto della polizia dell’Illinois di aver abusato di un uomo che all’epoca aveva 15 anni spingendolo a un certo punto sull’orlo del suicidio. Le molestie sarebbero cominciate a metà anni Ottanta quando Levine era direttore del Ravinia Festival e l’allora ragazzino, un amante della musica, era presenza fissa col sogno di diventare un giorno direttore d’orchestra. Levine molestò più volte il giovane promettendogli la carriera, cosa che però non avvenne mai.
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