Weekend con il post-rock dei Valerian Swing
di Alessandro Marongiu
Il gruppo emiliano nel Nord Sardegna per due concerti: stasera a Sassari e domani a Porto Torres
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Se con “Draining Planning For Ears Reflectors” hanno debuttato e con “A Sailor Lost Around The Earth” si sono affermati sul territorio italiano, con “Aurora” del 2014 i Valerian Swing si sono fatti notare a livello internazionale, sia grazie a numerose esibizioni in giro per il mondo, sia grazie al protrarsi della collaborazione con un produttore del calibro di Matt Bayles, già al lavoro con Mastodon, Isis e Botch tra gli altri. La nuova uscita “Nights”, che ha visto la luce a maggio di quest’anno, sta riconfermando il trio piemontese ad altissimi livelli, ed è per questo che il pubblico del Nord Sardegna non dovrebbe perdere l’occasione di assistere a uno dei due concerti (o a entrambi) previsti, rispettivamente, per oggi a Sassari al Vintage di viale Adua 6 e per domani a Porto Torres al Beat61 di via della Libertà 61 – per questo secondo appuntamento l’apertura sarà affidata a uno dei migliori gruppi isolani degli ultimi anni, i Lazybones Flame Kids.
Provenienti da Correggio (lo stesso borgo dell’Emilia Romagna che ha dato i natali a Luciano Ligabue), Stefano Villani (chitarra e voce), David Ferretti (batteria) e Francesco Giovanetti (chitarra baritona) non difettano certo in personalità e inventiva: nel loro sound si fondono con grande perizia post-rock, math e aperture progressive, ed è di solito in occasione di queste ultime che ogni tanto fa la sua comparsa il cantato, in brani che per la maggior parte sono invece interamente strumentali. Chi volesse farsi un’idea della proposta musicale dei Valerian Swing può visitare la loro pagina bandcamp, dove troverà tre dei loro quattro dischi disponibili per l’ascolto gratuito.
Il recente “Nights” si segnala per una maggiore accessibilità rispetto alle prove precedenti, e per un ulteriore allargamento dello spettro sonoro dovuto principalmente all’entrata in formazione di Giovanetti che, sostituendo il bassista Alan Ferioli e occupandosi dei synth, ha concesso più libertà di movimento alla voce e alle sperimentazioni di Villani. Tra le otto tracce complessive, da sentire assolutamente, meglio ancora se dal vivo, “Six Feet” e “Seven Cliffs”.
Provenienti da Correggio (lo stesso borgo dell’Emilia Romagna che ha dato i natali a Luciano Ligabue), Stefano Villani (chitarra e voce), David Ferretti (batteria) e Francesco Giovanetti (chitarra baritona) non difettano certo in personalità e inventiva: nel loro sound si fondono con grande perizia post-rock, math e aperture progressive, ed è di solito in occasione di queste ultime che ogni tanto fa la sua comparsa il cantato, in brani che per la maggior parte sono invece interamente strumentali. Chi volesse farsi un’idea della proposta musicale dei Valerian Swing può visitare la loro pagina bandcamp, dove troverà tre dei loro quattro dischi disponibili per l’ascolto gratuito.
Il recente “Nights” si segnala per una maggiore accessibilità rispetto alle prove precedenti, e per un ulteriore allargamento dello spettro sonoro dovuto principalmente all’entrata in formazione di Giovanetti che, sostituendo il bassista Alan Ferioli e occupandosi dei synth, ha concesso più libertà di movimento alla voce e alle sperimentazioni di Villani. Tra le otto tracce complessive, da sentire assolutamente, meglio ancora se dal vivo, “Six Feet” e “Seven Cliffs”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
