La Nuova Sardegna

«Sono l’asinello sardo che corre per tutti»

di Bruno Tognolini
«Sono l’asinello sardo che corre per tutti»

Finalmente le stelle si allineano: così lo scrittore ha commentato la vittoria su Facebook

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Domenica a Roma, nel primo pomeriggio, in un immenso scatolone di cristallo alto come sei case una sull’altra, formicolante di omini e donnine che sfaccendati si aggiravano fra i libri, sopra le teste di tutti navigava una immensa nuvola bianca e di tutti i colori. Tutti pensavano fosse la Nuvola di Fuksas: bisogna avere pazienza, sono lettori di libri per grandi, vedono quello che possono. Invece eravate voi, il popolo dei libri per bambini, che nella giornata finale del festival “Più libri più liberi” si era radunato per l’occasione e gravitava tenendo d’occhio la situazione. Da là sopra guardava, ascoltava, salmodiava piano rime e filastrocche, faceva magie rosate di fate e macumbe più oscure, aspettava, vigilava, e diceva «noi di qui non ce ne andiamo finché non fate quello che dovete». Verso le sei meno cinque è stato fatto, e quella nuvola ha cominciato a piovere. Venivano giù risate, schiamazzi, evviva, canzoni, figure, matite, palline e pernacchie.

Alla fine, continuando vociare contenti ma sempre più piano, ve ne siete volati via sopra i pini di Roma. Missione compiuta.

Si sentiva svanire lontano un inno da stadio: «I libri per bambini! Dite il nome corretto. Ciucciateci i calzini e portateci rispetto». È rimasta solo la nuvola di Fuksas. Chi vuole andarla a vedere è ancora lì.

Scusatemi, non proverò nemmeno a taggare e ringraziare uno a uno tutti quelli che mi hanno votato rispondendo all’invito di “Fahrenheit” per scegliere il Libro dell’anno. Nè proverò a ringraziare quelli che mi hanno festeggiato. Spero leggiate tutti questo racconto quadretto naif, come è giusto che sia un “ex voto” per grazia ricevuta.

Le cose si combinano, le stelle si allineano, i movimenti e i fenomeni crescono alimentati da decine di migliaia di persone note e sconosciute in tutto il Reame. E alla fine serve solo un cavallo, o meglio unu burrikkeddu, un asinello sardo, da far correre. Il più adatto, il più utile, il più sgusciante fra i purosangue, addestrato nelle palestre delle scuole e delle biblioteche d’Italia per venticinque anni. È capitato a me, ma dietro ci sono mille millanta voci che gridano e ridono insieme: «Cùrre, dimmòniu!»



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