“Barbagia Rossa” gli anni caldi su Rai Storia
ROMA. La Rai ripercorre sul canale tematico del digitale terrestre Rai Storia gli anni di “Barbagia Rossa”. Sarà infatti dedicata interamente agli anni del terrorismo in Sardegna, alle vicende di...
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ROMA. La Rai ripercorre sul canale tematico del digitale terrestre Rai Storia gli anni di “Barbagia Rossa”. Sarà infatti dedicata interamente agli anni del terrorismo in Sardegna, alle vicende di Barbagia Rossa e ai contatti fra eversione e banditismo tradizionale barbaricino la puntata di Rai Storia che andrà in onda sul canale 54 del Digitale Terrestre domani alle 21,10. Durante la trasmissione interverranno i giornalisti Angelo Altea e Paolo Pillonca, il criminologo Giuseppe Bandinu, l'antropologo Bachisio Bandinu, lo storico Carlo Felice Casula e Mariotto Segni. L'attrice Monica Serra leggerà i versi del poeta Cicito Masala.
Grazie alle testimonianze degli ospiti il programma vuole ricostruire quasi tre decenni che hanno cambiato il volto dell’isola, ma che al tempo stesso ne hanno fortificato lo spirito e le antiche tradizioni. Dai primi mesi del 1978 in Sardegna si verifica una serie di attentati di modesta entità rivendicati dalla sigla Barbagia Rossa. Il riferimento al terrorismo delle Brigate Rosse è evidente e l’episodio più eclatante è la sparatoria che si verifica nell’entroterra nuorese tra alcuni esponenti del banditismo locale e le forze dell’ordine nel dicembre del 1979.Il collegamento tra criminalità tradizionale e terrorismo, sebbene mai concretizzato in vere e proprie organizzazioni, è stata una preoccupazione già dal decennio precedente, quando il mito del bandito ha solleticato l’immaginario degli esponenti più radicali della lotta allo Stato Centrale. Proprio sul finire dei caldi anni ’70, il crimine che porta la Sardegna sulle prime pagine dei giornali è il sequestro di persona a scopo estorsivo, e la politica ha cercato di debellarlo attraverso un piano di investimenti industriali e di opere di modernizzazione, come la costruzione del mastodontico petrolchimico al centro dell’isola, nella località di Ottana. Ma la Sardegna, proprio per la sua strategica collocazione nel Mediterraneo, è stata oggetto di grossi progetti di cementificazione per lo sfruttamento turistico già a partire dagli anni ’60, così come terra di insediamenti delle basi militari, sia italiane che della Nato, spesso osteggiati dalla cittadinanza locale.
Grazie alle testimonianze degli ospiti il programma vuole ricostruire quasi tre decenni che hanno cambiato il volto dell’isola, ma che al tempo stesso ne hanno fortificato lo spirito e le antiche tradizioni. Dai primi mesi del 1978 in Sardegna si verifica una serie di attentati di modesta entità rivendicati dalla sigla Barbagia Rossa. Il riferimento al terrorismo delle Brigate Rosse è evidente e l’episodio più eclatante è la sparatoria che si verifica nell’entroterra nuorese tra alcuni esponenti del banditismo locale e le forze dell’ordine nel dicembre del 1979.Il collegamento tra criminalità tradizionale e terrorismo, sebbene mai concretizzato in vere e proprie organizzazioni, è stata una preoccupazione già dal decennio precedente, quando il mito del bandito ha solleticato l’immaginario degli esponenti più radicali della lotta allo Stato Centrale. Proprio sul finire dei caldi anni ’70, il crimine che porta la Sardegna sulle prime pagine dei giornali è il sequestro di persona a scopo estorsivo, e la politica ha cercato di debellarlo attraverso un piano di investimenti industriali e di opere di modernizzazione, come la costruzione del mastodontico petrolchimico al centro dell’isola, nella località di Ottana. Ma la Sardegna, proprio per la sua strategica collocazione nel Mediterraneo, è stata oggetto di grossi progetti di cementificazione per lo sfruttamento turistico già a partire dagli anni ’60, così come terra di insediamenti delle basi militari, sia italiane che della Nato, spesso osteggiati dalla cittadinanza locale.
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