Un mosaico da salvare nella Domus di Orfeo
di Emanuele Fancellu
La Soprintendenza ha disposto un intervento urgente per l’opera delle Terme di Turris Libisonis
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PORTO TORRES. Due visi in primo piano, un abbraccio enigmatico. È forse la rappresentazione di una scena di Ierogamia, lo sposalizio tra dei, o delle Tre Grazie? Il dibattito sull’interpretazione dei due volti ritratti in uno degli spettacolari mosaici della Domus di Orfeo non è giunto ad una conclusione univoca, ma un rischio si profilava all’orizzonte: quello di vedere il mosaico deteriorarsi. Ecco perché la Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro ha deciso un intervento urgente.
Nell’area che contiene le vestigia della colonia Iulia Turris Libisonis il maggiore impegno riguarda il settore delle Terme Centrali-Palazzo di Re Barbaro con la sottostante Domus di Orfeo. Qui la copertura moderna in cemento con mattoni a vista permette la visita di una residenza patrizia risalente alla metà circa del III secolo d.C. che prende il nome dal celeberrimo mosaico di Orfeo che suona la lira attorniato dagli animali, scoperto al suo interno. Nella parte orientale della Domus, tagliata in più punti dalle ristrutturazioni edilizie successive, si conserva parte di un mosaico con al centro due volti: quello con la scena di Ierogamia o delle Tre Grazie. È proprio questo a suscitare da qualche tempo particolare preoccupazione, poiché «le condizioni microclimatiche dell’area hanno provocato l’affioramento di sali che rendono poco visibile la scena raffigurata» spiega Gabriella Gasperetti, funzionario archeologo che condivide la direzione dei lavori insieme ad Alba Canu. L’impresa incaricata del lavoro è la Atramentum di Salerno, con direttore tecnico Giancarlo Napoli.
«La situazione peggiore si è verificata col rigonfiamento e il distacco delle tessere, dovuti all’umidità, in un processo di degrado veloce e irreversibile" prosegue Gabriella Gasperetti. Perciò il Soprintendente Francesco di Gennaro ha disposto un intervento di somma urgenza che, per questo specifico caso, prevede il distacco della superficie decorata per salvarla. Il mosaico sarà velato e rimosso, restaurato al Centro di conservazione e restauro della Soprintendenza di Li Punti e ricollocato nello stesso punto su un supporto stabile con struttura a nido d’ape. Contemporaneamente sarà realizzato lo scavo archeologico fino a 50 centimetri di profondità per sistemarvi un riempimento di materiale inerte che isoli il mosaico prima della sua ricollocazione.
I lavori, stralciati dal progetto di scavo e restauro delle Terme Centrali e della Domus di Orfeo finanziato coi fondi dell’8x1000 dell’Irpef, che partirà nel 2018, e coperti con fondi ordinari per interventi urgenti, sono già iniziati e saranno condotti a ritmo serrato, in accordo col Polo Museale della Sardegna e col Comune, per restituire al pubblico al più presto i preziosi mosaici che abbelliscono l’edificio.
Nell’area che contiene le vestigia della colonia Iulia Turris Libisonis il maggiore impegno riguarda il settore delle Terme Centrali-Palazzo di Re Barbaro con la sottostante Domus di Orfeo. Qui la copertura moderna in cemento con mattoni a vista permette la visita di una residenza patrizia risalente alla metà circa del III secolo d.C. che prende il nome dal celeberrimo mosaico di Orfeo che suona la lira attorniato dagli animali, scoperto al suo interno. Nella parte orientale della Domus, tagliata in più punti dalle ristrutturazioni edilizie successive, si conserva parte di un mosaico con al centro due volti: quello con la scena di Ierogamia o delle Tre Grazie. È proprio questo a suscitare da qualche tempo particolare preoccupazione, poiché «le condizioni microclimatiche dell’area hanno provocato l’affioramento di sali che rendono poco visibile la scena raffigurata» spiega Gabriella Gasperetti, funzionario archeologo che condivide la direzione dei lavori insieme ad Alba Canu. L’impresa incaricata del lavoro è la Atramentum di Salerno, con direttore tecnico Giancarlo Napoli.
«La situazione peggiore si è verificata col rigonfiamento e il distacco delle tessere, dovuti all’umidità, in un processo di degrado veloce e irreversibile" prosegue Gabriella Gasperetti. Perciò il Soprintendente Francesco di Gennaro ha disposto un intervento di somma urgenza che, per questo specifico caso, prevede il distacco della superficie decorata per salvarla. Il mosaico sarà velato e rimosso, restaurato al Centro di conservazione e restauro della Soprintendenza di Li Punti e ricollocato nello stesso punto su un supporto stabile con struttura a nido d’ape. Contemporaneamente sarà realizzato lo scavo archeologico fino a 50 centimetri di profondità per sistemarvi un riempimento di materiale inerte che isoli il mosaico prima della sua ricollocazione.
I lavori, stralciati dal progetto di scavo e restauro delle Terme Centrali e della Domus di Orfeo finanziato coi fondi dell’8x1000 dell’Irpef, che partirà nel 2018, e coperti con fondi ordinari per interventi urgenti, sono già iniziati e saranno condotti a ritmo serrato, in accordo col Polo Museale della Sardegna e col Comune, per restituire al pubblico al più presto i preziosi mosaici che abbelliscono l’edificio.
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