A Olbia è tempo di Musicultura
Dal 26 al 28 all’aeroporto e all’Isola Bianca il festival della musica dei popoli
OLBIA. C’è gente che cerchia in rosso i giorni sul calendario prima ancora di leggere il programma. Tra Natale e Capodanno a Olbia è sempre tempo di «Musicultura world festival», che fino a un paio di anni fa era conosciuto come «Emmas». È il grande festival dedicato alla musica dei popoli che porta la firma di Musicultura Sardegna, l’associazione dei Cordas et Cannas, una delle band più longeve e apprezzate dell’isola.
La manifestazione, giunta alla 29esima edizione, andrà in scena dal 26 al 28 dicembre. Due le location: di pomeriggio nella hall dell’aeroporto Costa Smeralda, di sera nella grande sala conferenze della stazione marittima dell’Isola Bianca. Pure quest’anno gli organizzatori punteranno su una serie di nomi capaci di raccontare storie e tradizioni scritte nel dna musicale del Mediterraneo.
Martedì 26, alle 18.30 in aeroporto, il primo appuntamento con i LiveXperience. Alle 21.30 all’Isola Bianca suonerà il sassofonista nuorese Gavino Murgia. Con lui ci saranno anche i Tenore Gòine Nùgoro, per un affascinante e originale viaggio tra i suoni e le voci della tradizione isolana. A chiudere la serata saranno i Cordas et Cannas, che saranno poi affiancati da Murgia e dai Tenore Gòine. Il festival proseguirà il 27 dicembre alle 18.30 in aeroporto con l’AlmaCanta duo. Di sera al porto AlmaCanta più la band. La seconda parte della serata avrà come protagonisti Simone Campa e la Pranza del Geco, per un travolgente concerto a ritmo di pizzica e tarantella.
L’ultima giornata sarà quella del 28. Al Costa Smeralda gli olbiesi Estemporanea, mentre di sera alle al porto il chitarrista Mauro Mibelli, pure lui olbiese, e il suo progetto «S’ard». Infine Stefano Saletti e la Banda Ikona, che salteranno da una regione all’altra del Mediterraneo. Pure quest’anno la rassegna avrà un titolo tutto suo: «Terra muda». «Ci riferiamo alla nostra terra e a tutto ciò che continua a subire dal punto di vista ambientale» spiegano Bruno Piccinnu e Francesco Piu dei Cordas et Cannas, che hanno presentato l’evento insieme all’editore Dario Maiore, che da sempre cura l’immagine del festival. La manifestazione è come sempre sostenuta dalla Regione.
Dal prossimo anno però, per via della modifica di alcune normative, con tutta probabilità i Cordas et Cannas non potranno più utilizzare i fondi regionali per l’organizzazione del festival. Dovranno quindi compiere dei salti mortali per non dover dire addio a una manifestazione che rappresenta un pezzo di storia olbiese e non solo.
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