L'arte di Pinuccio Sciola vive: a San Sperate parla la figlia Maria
I tre figli dell'artista animano con tanti progetti la Fondazione creata dallo stesso scultore nel suo ultimo anno di vita
SAN SPERATE.Pinuccio Sciola se n'è andato in una tersa giornata di maggio del 2016, le più di 8 mila persone che parteciparono ai suoi funerali furono la testimonianza migliore, più di qualsiasi necrologio, di quanto la sua grandissima lezione artistica fosse amata, compresa e seguita dall'intera isola.
Quella mattina a San Sperate - il suo paese che volle museo a cielo aperto - tutti: dagli amici, agli ammiratori della sua arte fino alle più alte cariche della Regione, dissero che non l'avrebbero dimenticato, che i suoi progetti dovevano essere realizzati e che la sua enorme eredità artistica andava valorizzata e studiata. Un percorso non semplice che ebbe una fondamentale tappa di partenza, nel luglio del 2016, con la concretizzazione del progetto della Fondazione Sciola, voluta dall'artista nel suo ultimo anno di vita, con la missione di preservare le opere ma anche quella di far vivere lo spirito di accoglienza e condivisione che muoveva il figlio di contadini Pinuccio, l'uomo, oltre che il grande artista internazionale.
Il cuore della memoria e motore della Fondazione sono i figli Chiara, Tomaso e Maria, che hanno donato la casa, il Giardino delle pietre sonore e gli altri beni alla Fondazione. E proprio Maria, direttrice della Fondazione e curatrice dello straordinario Giardino creato da Sciola a San Sperate è stata indicata dal giornalista Gianni Mura su Repubblica tra i 100 nomi da non lasciare soli nel realizzare gli obiettivi nel 2018.«Il 2017 è stato per noi un periodo di rodaggio, un apprendistato - dice Maria Sciola, giovane madre con lo sguardo forte e luminoso del padre - . Adesso dopo le prime prove ed ansie ci sentiamo più sereni, la Regione dovrebbe firmare presto la delibera legata alla gestione e promozione della Fondazione. Si comincia a capire quanto grande e riconosciuta nel mondo dell'arte internazionale sia la figura di mio padre e quanto sia importante per la Sardegna. Il 2018 sarà l'anno della struttura vera e propria della Fondazione e segnerà la nascita dell'archivio e l'inizio della catalogazione delle opere dell'Artista, e dei suoi progetti rivoluzionari».
Un primo anno di messa a punto ma ricchissimo di eventi e conferme. Presto verrà installata nella piazza dedicata la scultura "Omaggio a Gramsci" commissionata dal Comune di Cagliari. Prosegue lo studio dei suoni delle pietre, che ha segnato la grandezza di Sciola, capace di far parlare l'arte oltre la materia, facendola diventare musica continuamente rinnovata dall'interpretazione.
Il compositore Andrea Granitzio ha portato il suono unico del calcare e basalto al conservatorio di Birmingham. Importanti i concerti che hanno visto protagoniste le Pietre Sonore che nel 2017 hanno suonato insieme a grandi nomi del jazz, fino alla Banda di Monastir che le ha portate alle Olimpiadi delle bande in Olanda. Il Teatro di Sardegna ha scelto i suoni delle pietre per il "Macbettu", premio Ubu come migliore spettacolo dell'anno in Italia. "Born of Stone" documentario di Emilio Bellu, raccoglie premi e gira il mondo raccontando, con le parole di Pinuccio, la sua arte.
Tante le mostre: al Museo Ciusa di Nuoro e alla Biennale di Gubbio e l'esposizione fatta al Lirico di Cagliari: "Genesi della Turandot". Le mostre restano attività di studio e divulgazione, come quella di Cagliari che ha svelato uno Sciola inedito nell'utilizzo del ferro e della tela. Giulia Pilloni, ha raccontato anni e attività inedite di Sciola in una tesi di laurea (110 e lode) all'università di Cagliari. In tanti visitano il Giardino sonoro e la tomba dello scultore nel quale si legge la sua vera biografia: "Nato da una pietra. Amante dei fiori, dell'acqua, del sole".
«Abbiamo ricevuto positivi segnali dalle istituzioni che ci fanno sperare di poter avviare nel 2018 le attività di ristrutturazione della casa museo di San Sperate e di nuovi progetti multimediali e di tutela relativi al Giardino Sonoro - sottolinea Tomaso Sciola, presidente della Fondazione -. Nel 50ennale del muralismo saranno diverse le iniziative legate allo studio su ciò che è stata ed è l'esperienza del paese museo di San Sperate.
Poi ci sarà l'edizione 2018 di Sant'Arte, Festival culturale di arti visive il cui preludio del 2017 ha avuto un incredibile seguito e che si cercherà di rendere appuntamento stabile nel palinsesto degli eventi culturali». «C'è un mondo accanto alla figura di nostro padre, un mondo di arte, suoni e di commozione di chi si approccia anche solo qualche ora ai suoi lavori ed alla sua filosofia di vita - sottolinea Maria -. E' vero che chi muore resta, per noi resta nell'obiettivo della realizzazione dei suoi progetti, e resta nei figli, in me, Tomaso e Chiara, la grinta di portare avanti un lavoro che non ha sosta nella quale ognuno, con le proprie competenze, sfida quel tempo che non ha permesso di realizzare i tanti sogni di babbo. Faremo ancora tanto perché venga sempre più conosciuto e riconosciuto il vero patrimonio di Pinuccio: la sua umanità, la sua grandezza nell'umiltà, la sua arte così raffinata e vibrante. Pinuccio regalerà a noi tutti, alla sua terra, al mondo, ancora tante sorprese, idee e inventive. Noi abbiamo sempre creduto in lui, il futuro non ci spaventa. Il 2018 inizia con importanti segni di supporto - conclude Maria Sciola- . Come la collaborazione con l'università di Cagliari che da subito si è mostrata interessata ad aiutarci, a studiare questo artista così poliedrico. Per me è una missione di vita... parlare, sempre, di lui che ho tanto amato. Tramando con la sua umiltà perché tutti si rendano conto di quanto fosse unico».
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