«Un festival su Sciascia e Pirandello»
L’idea lanciata da Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura della Regione Sicilia
2 MINUTI DI LETTURA
AGRIGENTO. «L’Agrigentino è parte importante della letteratura del Novecento, ecco La via degli scrittori: una parte agrigentina c’è in Tomasi che è Palma di Montechiaro, in Pirandello che è di Girgenti e che ha rappresentato la più alta espressione del teatro e della letteratura e Sciascia che era di Racalmuto. Sciascia l’ho conosciuto come uomo che ha scritto le cose più intense sul piano civile e a lui ho voluto legare il mio destino, per quello che mi sarà consentito di svolgere nella funzione di assessore, venendo a Racalmuto. Ecco il senso e lo spirito della mia visita». Lo ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali Vittorio Sgarbi alla fondazione “Leonardo Sciascia” di Racalmuto. «Spero che potremo animare il teatro di Agrigento e il teatro di Racalmuto con opere che siano legate a Pirandello e a Sciascia – ha auspicato Sgarbi –. A Pesaro dove è nato Rossini c’è un festival legato al nome di quel grande musicista. A Parma c’è il festival Verdi. Il teatro di Pirandello deve avere un festival Pirandello ad Agrigento che sia legato anche al teatro di Racalmuto, unendo i nomi di Pirandello e Sciascia. Avere un festival Pirandello significa far diventare Agrigento come Salisburgo, come Pesaro. Pirandello è stato grande scrittore, è stato premio Nobel, ma è difficile essere drammaturgo dopo Eschilo, dopo i grandi drammaturghi».
Per Sgarbi «un drammaturgo del Novecento è di più di uno scrittore, è un uomo che si può paragonare a Euripide. Un festival pirandelliano può essere importante almeno quanto il festival del teatro antico di Siracusa, quindi va incardinato con forza». Sgarbi ha visitato i luoghi cardine della “Strada degli scrittori”– subito dopo aver visitato la miniera di sale dei «carusi» di Regalpetra– . Sgarbi ha anche deposto una corona di fiori sulla tomba dello scrittore racalmutese Leonardo Sciascia e ha poi visitato il teatro Regina Margherita dove il coro “Terzo Millenio” di Racalmuto, con il tenore Lillo Bellomo, ha intonato “Deci, cientu citaleni”, il testo di Piero Carbone, dedicato ai minatori e alle loro famiglie.
Per Sgarbi «un drammaturgo del Novecento è di più di uno scrittore, è un uomo che si può paragonare a Euripide. Un festival pirandelliano può essere importante almeno quanto il festival del teatro antico di Siracusa, quindi va incardinato con forza». Sgarbi ha visitato i luoghi cardine della “Strada degli scrittori”– subito dopo aver visitato la miniera di sale dei «carusi» di Regalpetra– . Sgarbi ha anche deposto una corona di fiori sulla tomba dello scrittore racalmutese Leonardo Sciascia e ha poi visitato il teatro Regina Margherita dove il coro “Terzo Millenio” di Racalmuto, con il tenore Lillo Bellomo, ha intonato “Deci, cientu citaleni”, il testo di Piero Carbone, dedicato ai minatori e alle loro famiglie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
