La Nuova Sardegna

Applausi per la Filumena di Liliana Cavani

di Monica De Murtas
Applausi per la Filumena di Liliana Cavani

Successo della commedia di Eduardo De Filippo portata in scena al Teatro Comunale di Sassari

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SASSARI. Teatro comunale gremito per “Filumena Marturano” capolavoro di Eduardo De Filippo, secondo appuntamento della stagione di prosa e balletto Cedac per la regia di Liliana Cavani. Al suo debutto nella prosa la grande cineasta pur rimanendo nel solco della tradizione riesce a dare al lavoro un' impronta personale in cui i vari personaggi riescono a emergere in tutta la loro complessità emotiva e psicologica.

Buona la prova dei due protagonisti Mariangela D'Abbraccio nel ruolo di Filumena e e Geppy Gleijeses che interpreta con duttilità la parte di Domenico Soriano. Anche se è sempre difficile confrontarsi con la celeberrima opera di De Filippo, questa produzione dal taglio introspettivo che lavora in profondità sulle sfumature della storia e dei personaggi è riuscita a conquistare il pubblico di tutta la penisola, perfino quello napoletano. Sfida vinta anche a Sassari dove lo spettacolo è stato accolto con grande calore e accompagnato da applausi calorosi. Passione, rabbia, rancore, dolcezza: Filumena è uno scrigno di emozioni forti pronto ad esplodere. Costretta a prostituirsi appena adolescente per sostenere la famiglia, Filumena nonostante le umiliazioni subite dal suo amante Domenico Soriano non ha mai perso dignità e coraggio e ha tollerato per 25 anni i capricci di quell'uomo viziato e benestante. Lui la considera poco più di una serva, lei sopporta in silenzio ma quando Soriano decide di scacciarla per convolare a nuove nozze lo scrigno di emozioni si spalanca. In vita sua non è mai riuscita a piangere, Filumena, e questa apnea emotiva prende fiato finalmente in quella pioggia ininterrotta di parole che è il monologo della "Madonna delle Rose" che conquista un applauso a scena aperta e arriva dritto al cuore insieme al piacere di ascoltare ancora una volta il testo geniale di De Filippo. Con sapiente alchimia le parole di Eduardo prendono per mano chi le ascolta, capaci di portare la vita nel teatro e il teatro nella vita. La commedia in tre atti per oltre due ore senza intervallo inchioda il pubblico alle poltrone del teatro.

Fingersi in punto di morte per farsi sposare dall'uomo che ha fatto solo promesse vane Filumena quello che non è riuscita ad ottenere con la devozione e l’amore cerca di conquistarlo infine con l’inganno. Il suo obiettivo non è salvare se stessa ma assicurare un futuro ai suoi tre figli segreti solo uno è di Mimì ma lei non svelerà il suo nome per farli riconoscere tutti dal ricco amante: «Perchè i figi sono figli e son tutti uguali». A convincere Soriano infine sarà una pulsione nuova mai provata prima, forse è amore? Non si piega allo schema dell’happy end l'epilogo dolceamaro di De Filippo, ma Mimì è commosso nel sentirsi chiamare per la prima volta papà. Filumena ha vinto e finalmente, per la prima volta nella vita, può anche piangere.

Repliche sino a domenica 14 gennaio al Teatro Massimo di Cagliari.

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