la star ospite di Fabio fazio
Streep: «La mia luna di miele in campeggio in Sardegna»
MILANO. In Italia per presentare “The Post”, Meryl Streep, uno dei mostri sacri di Hollywwod, l’altro ieri è stata ospite del programma di Fazio “Che tempo che fa” insieme con Tom Hanks, l’altro...
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MILANO. In Italia per presentare “The Post”, Meryl Streep, uno dei mostri sacri di Hollywwod, l’altro ieri è stata ospite del programma di Fazio “Che tempo che fa” insieme con Tom Hanks, l’altro interprete del film di Spielberg. I due premi Oscar hanno ripercorso le loro carriere regalando momenti di commozione e di ilarità. Non sono mancate alcune curiosità, come quella raccontata da Meryl Streep che ha rivelato di aver visitato per la prima volta l’Italia in una situazione particolare: «Ero in luna di miele, in tenda in campeggio Sardegna, all’isola Rossa. È stato bellissimo. È lì che sono rimasta incinta della mia prima figlia».
Tre Oscar e una vita impegnata nel sociale, soprattutto per l’ambiente, Streep, che ai Golden Globe di un anno fa fece un’emozionante discorso sulla libertà e bollata per questo da Trump come «una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood», scende in campo e non delude. In “The Post” interpreta l’altolocata Katherine Graham che rimasta vedova diventa la prima editrice donna di un giornale, il suo Washington Post in un mondo sociale dominato dai maschi e i quali lei dovrebbe semplicemente farsi consigliare dagli uomini. Con il suo coraggio (con la sua autobiografia “Personal History” ha vinto anche il Pulitzer) ha sfidato il suo stesso mondo e l’allora presidente Nixon dando la possibilità al direttore Ben Bradlee di raccontare i Pentagon Papers.
«È un’icona femminile di questo secolo e la sua storia non la insegniamo abbastanza alle nostre ragazze», ha detto ieri la Streep a Milano presentando il film di Spielberg. «Ma ora l’aria è cambiata, sono ottimista, stiamo vivendo una stagione emozionante. Non so bene – ha aggiunto – perché ci abbiamo messo così tanto a dire Time’s Up, tempo scaduto ma finalmente al Congresso, nell’industria, nel settore militare e in ogni luogo di lavoro come un’onda le donne dicono basta al silenzio, al trattamento di disuguaglianza, alle prevaricazioni».
«Le donne – ha proseguito Streep – hanno sempre lottato per affrontare questi problemi, penso alle tante associazioni che da anni si battono contro il gender gap ma solo quando la lotta ha toccato i boss di Hollywood le persone hanno preso coraggio». Streep, che interpreta la Graham con tutte le sfumature espressive che ne fanno dalla metà degli anni Settanta un mito del cinema, va oltre: «Prevedo qualche passo indietro nel movimento ma poi si andrà ancora avanti, perché ormai il tempo è davvero scaduto».
Hanks in “The Post” interpreta l’ambizioso, determinato direttore del Washington Post: «Ben Bradlee – ha detto divertito l’attore rivolgendosi ai giornalisti – non era un giornalista, era una bestia, una persona molto molto competitiva, con una vocazione allo scoop che voi potete ben capire: vogliamo essere secondi? Mai». (a.m.)
Tre Oscar e una vita impegnata nel sociale, soprattutto per l’ambiente, Streep, che ai Golden Globe di un anno fa fece un’emozionante discorso sulla libertà e bollata per questo da Trump come «una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood», scende in campo e non delude. In “The Post” interpreta l’altolocata Katherine Graham che rimasta vedova diventa la prima editrice donna di un giornale, il suo Washington Post in un mondo sociale dominato dai maschi e i quali lei dovrebbe semplicemente farsi consigliare dagli uomini. Con il suo coraggio (con la sua autobiografia “Personal History” ha vinto anche il Pulitzer) ha sfidato il suo stesso mondo e l’allora presidente Nixon dando la possibilità al direttore Ben Bradlee di raccontare i Pentagon Papers.
«È un’icona femminile di questo secolo e la sua storia non la insegniamo abbastanza alle nostre ragazze», ha detto ieri la Streep a Milano presentando il film di Spielberg. «Ma ora l’aria è cambiata, sono ottimista, stiamo vivendo una stagione emozionante. Non so bene – ha aggiunto – perché ci abbiamo messo così tanto a dire Time’s Up, tempo scaduto ma finalmente al Congresso, nell’industria, nel settore militare e in ogni luogo di lavoro come un’onda le donne dicono basta al silenzio, al trattamento di disuguaglianza, alle prevaricazioni».
«Le donne – ha proseguito Streep – hanno sempre lottato per affrontare questi problemi, penso alle tante associazioni che da anni si battono contro il gender gap ma solo quando la lotta ha toccato i boss di Hollywood le persone hanno preso coraggio». Streep, che interpreta la Graham con tutte le sfumature espressive che ne fanno dalla metà degli anni Settanta un mito del cinema, va oltre: «Prevedo qualche passo indietro nel movimento ma poi si andrà ancora avanti, perché ormai il tempo è davvero scaduto».
Hanks in “The Post” interpreta l’ambizioso, determinato direttore del Washington Post: «Ben Bradlee – ha detto divertito l’attore rivolgendosi ai giornalisti – non era un giornalista, era una bestia, una persona molto molto competitiva, con una vocazione allo scoop che voi potete ben capire: vogliamo essere secondi? Mai». (a.m.)
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