La Nuova Sardegna

Waters: «In America c’è un protofascismo»

di Paolo Biamonte
Waters: «In America c’è un protofascismo»

Il musicista a Roma per presentare la mostra «The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains»

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ROMA. In un’atmosfera piuttosto caotica, Nick Mason e Roger Waters hanno inaugurato ieri al Macro di Roma «The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains», la mostra dedicata alla storia dei Pink Floyd che aprirà i battenti venerdì e rimarrà aperta al pubblico fino al primo luglio. Al tavolo con Mason e Waters anche la sindaca Virginia Raggi e il vicesindaco con delega alla Cultura Luca Bergamo e Innocenzo Cipolletta, commissario del PalaExpo.

Waters ha ricordato il suo legame con l’Italia, creato dal fatto che il padre, il cui corpo non è mai stato ritrovato ma potrebbe trovarsi nei dintorni di Aprilia, è morto durante lo sbarco di Anzio: «La mia ossessione – ha detto poi ai giornalisti – è entrare in empatia con gli altri. Non si può vivere in uno stato di guerra permanente: io abito negli Usa e la maggior parte delle tasse che pago viene investita in guerre. Ecuador, Siria, Palestina;, se smettessimo di concentrare tutta la nostra attenzione sulle foto dei telefonini potremmo dedicarci anche ad altro, per esempio a renderci conto che ormai siamo in presenza di un proto fascismo».

«Sinceramente – ha aggiunto Mason – non mi interessano molto la nostra eredità e il nostro passato, mi interessa il presente, sono un uomo ancora relativamente giovane e penso di avere tanto lavoro davanti a me. Sarò in tour per due anni (in Italia a luglio per due concerti, l’11 a Lucca e il 14 a Roma al Circo Massimo) e ho pubblicato un nuovo album. Sono molto più concentrato sulla questione dei diritti umani». «Non c’è niente di sbagliato in questa mostra che coinvolge tanta gente, ma a me sinceramente non interessa, sono molto più interessato a me e a voi, mi coinvolge il tema degli uomini come individui. L’uomo esiste sulla Terra da 150-100 mila anni ed è accertato che sia apparso per la prima volta in Africa, dunque siamo tutti africani» ha concluso Mason tra gli applausi.

Nel salone del Macro, proprio sopra il tavolo degli ospiti, troneggiava uno degli enormi pupazzi gonfiabili usati durante il tour di «Animals». «Quella tournée del 1977 – ha spiegato Nick Mason – per noi è stata fondamentale, perché per la prima volta abbiamo cominciato ad avere un approccio anche spettacolare».

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