L’omaggio di Marcias a Fiorenzo Serra
di Fabio Canessa
La pellicola del regista sardo “Uno sguardo alla terra” selezionata al Trieste Film Festival
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SASSARI. Osservatorio privilegiato sulle cinematografie dell’Europa centro orientale, il Trieste Film Festival ospita nel suo ricco programma anche il Premio Corso Salani istituito in memoria dell’autore scomparso nel 2010 e dedicato a film italiani completati di recente e in attesa di distribuzione.
Opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Salani. Questo il profilo della selezione. Perfetta per il nuovo lavoro di Peter Marcias, “Uno sguardo alla terra”, che dopo le anteprime importanti al festival del documentario a Londra e a Guangzhou, in Cina, domenica avrà la sua prima italiana proprio al Trieste Film Festival giunto alla ventinovesima edizione. Un omaggio al lavoro di Fiorenzo Serra e insieme riflessione sul documentario contemporaneo attraverso le testimonianze di alcuni tra i più grandi autori del cinema del reale ai quali Marcias ha fatto vedere “L’ultimo pugno di terra”, il capolavoro di Serra che racconta la situazione economica e sociale della Sardegna degli anni Sessanta. Registi spesso protagonisti ai grandi festival internazionali come Vincenzo Marra, il catalano Jose Luis Guerin, la francese Claire Simon, l’israeliano Tomer Heymann, l’afghana Sahraa Karimi, l’iraniano Mehrdad Oskouei, il filippino Brillante Mendoza e il cinese Wang Bing. Tra gli interventi anche quelli di Manlio Brigaglia e della critica cinematografica Piera Detassis. Una produzione Capetown Film in collaborazione con Società Umanitaria Cineteca Sarda, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, Fondo Filming Cagliari e Csv Sardegna Solidale.
Nella stessa sezione del Premio Corso Salani trova inoltre spazio “L’uomo con la lanterna” di Francesca Lixi, sceneggiato in collaborazione con Wu Ming 2, che racconta attraverso foto, documenti e filmati inediti la storia del bancario sardo Mario Garau, distaccato in Cina dal Credito Italiano negli anni Venti (l’epoca delle Concessioni Internazionali e dei Trattati ineguali) per lavorare come funzionario della Italian Bank of China negli uffici di Tientsin e di Shanghai. Una produzione Kiné, il documentario è beneficiario dei fondi della Sardegna Film Commission Filming Cagliari e Sardegna Ospitalità.
Opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Salani. Questo il profilo della selezione. Perfetta per il nuovo lavoro di Peter Marcias, “Uno sguardo alla terra”, che dopo le anteprime importanti al festival del documentario a Londra e a Guangzhou, in Cina, domenica avrà la sua prima italiana proprio al Trieste Film Festival giunto alla ventinovesima edizione. Un omaggio al lavoro di Fiorenzo Serra e insieme riflessione sul documentario contemporaneo attraverso le testimonianze di alcuni tra i più grandi autori del cinema del reale ai quali Marcias ha fatto vedere “L’ultimo pugno di terra”, il capolavoro di Serra che racconta la situazione economica e sociale della Sardegna degli anni Sessanta. Registi spesso protagonisti ai grandi festival internazionali come Vincenzo Marra, il catalano Jose Luis Guerin, la francese Claire Simon, l’israeliano Tomer Heymann, l’afghana Sahraa Karimi, l’iraniano Mehrdad Oskouei, il filippino Brillante Mendoza e il cinese Wang Bing. Tra gli interventi anche quelli di Manlio Brigaglia e della critica cinematografica Piera Detassis. Una produzione Capetown Film in collaborazione con Società Umanitaria Cineteca Sarda, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, Fondo Filming Cagliari e Csv Sardegna Solidale.
Nella stessa sezione del Premio Corso Salani trova inoltre spazio “L’uomo con la lanterna” di Francesca Lixi, sceneggiato in collaborazione con Wu Ming 2, che racconta attraverso foto, documenti e filmati inediti la storia del bancario sardo Mario Garau, distaccato in Cina dal Credito Italiano negli anni Venti (l’epoca delle Concessioni Internazionali e dei Trattati ineguali) per lavorare come funzionario della Italian Bank of China negli uffici di Tientsin e di Shanghai. Una produzione Kiné, il documentario è beneficiario dei fondi della Sardegna Film Commission Filming Cagliari e Sardegna Ospitalità.
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