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IL PROGETTO ARTISTICO 

A Torino “I bambini di Teheran” Storia di fughe e di accoglienza

TORINO. Una pagina buia della storia, la persecuzione degli ebrei durante il nazismo, e una pagina di accoglienza per circa 2000 di loro, per la metà bambini, che trovarono asilo in Iran durante la...

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TORINO. Una pagina buia della storia, la persecuzione degli ebrei durante il nazismo, e una pagina di accoglienza per circa 2000 di loro, per la metà bambini, che trovarono asilo in Iran durante la seconda guerra mondiale.

È la storia che racconta il progetto artistico “I bambini di Teheran” curato dalla storica e giornalista Farian Sabahi: una video-installazione che si inaugura il 26 gennaio a Torino, e visitabile al Museo d'arte orientale fino all'11 febbraio, per poi passare al Museo delle culture di Milano il 13 febbraio. Il video, di circa trenta minuti, racconta di quando fu l'Iran a farsi carico dei profughi polacchi, ebrei e cattolici, provenienti dall'Europa. Ne son protagonisti quattro ebrei polacchi che all'inizio della guerra scapparono dalla Polonia invasa dai tedeschi verso la Polonia occupata dai sovietici. Da qui furono deportati nei campi di lavoro in Siberia, poi in Uzbekistan in orfanotrofi spesso gestiti da istituzioni cattoliche. Una tappa importante del loro lungo viaggio è Teheran, che il 25 agosto 1941 fu invasa dalle truppe britanniche e sovietiche.

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