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L’autore: «Ho realizzato un mio vecchio sogno»

L’autore: «Ho realizzato un mio vecchio sogno»

Il regista oristanese racconta il culto per il protagonista del suo lavoro: «Artista che raccontò l’isola»

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SASSARI. Quarant’anni, metà dei quali passati a studiare e fare cinema. Da corti a lavori d’animazione, da lungometraggi di finzione a documentari. Una passione forte, quella di Peter Marcias, alimentata anche dalle immagini catturate da Fiorenzo Serra nel suo lavoro da documentarista. «L’ho conosciuto di persona – ricorda il regista –, perché da giovanissimo volevo realizzare un film su di lui. Vidi tutti i suoi lavori e lo incontrai. Fu gentile, però mi fece capire subito che non voleva essere intervistato. Tornai a Cagliari molto amareggiato, però l’idea mi è sempre rimasta in testa. Dopo tanti anni ho ripreso in mano il progetto e soprattutto ho trovato una chiave che mi sembra ideale per raccontare Serra: sono partito dal desiderio di condividere la forza delle sue immagini con grandi maestri del cinema internazionale».

Un documentario, “Uno sguardo alla Terra”, realizzato grazie al sostegno della Società Umanitaria Cineteca Sarda, alla casa di produzione Capetown Film e alla collaborazione con Fondazione Sardegna film commission, Fondo filming Cagliari, e Csv Sardegna solidale. «Siamo però dispiaciuti – dice – che istituzioni come la Fondazione Banco di Sardegna ci abbiano snobbato, senza una spiegazione, e non abbiano capito quale potenza questo documentario può avere come veicolo di promozione dell’isola. Lo dimostrano le già tante richieste internazionali». A parte questo aspetto resta al regista sardo, oltre alla soddisfazione di aver fatto un film al quale pensava da tempo, l’esperienza di aver incontrato grandi colleghi in diverse parti del mondo.

«Il punto di partenza è stato mostrare loro “L’ultimo pugno di terra”, il capolavoro di Serra, dal quale sono rimasti tutti colpiti. Dopo si decideva dove vedersi. Il confronto con i diversi cineasti è stato poi molto cordiale, quasi da appassionati di cinema in un bar. Da frequentatore di festival conoscevo già i loro film, di qualcuno sono fan di vecchia data: in particolare del filippino Brillante Mendoza, scoperto tanti anni fa. È stata per me una grandissima lezione di cinema, ecco cosa mi rimarrà per sempre di questo lavoro». (f.c.)

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