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giovedì esce “Made in italy” 

Ligabue regista innamorato: «Un film dedicato all’Italia»

di Claudia Fascia
Ligabue regista innamorato: «Un film dedicato all’Italia»

ROMA. A 20 anni dal debutto con “Radiofreccia”, al quale seguì nel 2002 “Da Zero a Dieci”, Luciano Ligabue è tornato dietro la macchina da presa. Lo ha fatto con “Made in Italy”, che lo stesso rocker...

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ROMA. A 20 anni dal debutto con “Radiofreccia”, al quale seguì nel 2002 “Da Zero a Dieci”, Luciano Ligabue è tornato dietro la macchina da presa. Lo ha fatto con “Made in Italy”, che lo stesso rocker definisce una «tormentata dichiarazione d'amore per l'Italia». Il film, in sala giovedì con protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, prende il nome dall'album omonimo uscito un anno e mezzo fa. Un concept album.

«Una scelta anacronistica e presuntuosa quella di voler fare un concept negli anni Duemila, di voler costringere qualcuno ad ascoltare un disco dall'inizio alla fine. Ma avevo una storia da raccontare. E così è caduta la scusa che mi davo ormai da 15 anni, di non avere il materiale giusto per tornare a fare il regista. Un lavoro faticosissimo, soprattutto per me, abituato alle emozioni che fluiscono. Nei film invece le emozioni in qualche modo vanno progettate prima». E così, complice anche lo stop forzato per problemi alle corde vocali che lo hanno costretto a interrompere l'attività live, in estate ha dato il primo ciak. Made in Italy, una storia d'amore intessuta di vita vera. Il tutto raccontato con le parole e la musica del Liga, attraverso lo sguardo di Riko, una “brava persona” con una realtà in cui tutto sembra diventare improvvisamente precario: il lavoro in una fabbrica colpita dalla crisi, il futuro sempre più incerto, un matrimonio che traballa tra abitudine e tradimenti. Ma Riko non molla e decide di prendere in mano il suo destino. Perché tutto ruota intorno alla frase simbolo del film che l'amico Carnevale (interpretato da Fausto Maria Sciarappa) dice a un inquieto Riko: «Cambia te, invece di aspettare i cambiamenti». «I cambiamenti fanno paura, ma sono movimenti naturali della vita - spiega Ligabue -. E il modo in cui noi reagiamo agli eventi, muta il nostro modo di guardare alle cose e produce la realtà. Il film vuole rappresentare proprio quel percorso lì».

In Made in Italy Ligabue ha richiamato Stefano Accorsi, già in “Radiofreccia”. «L'ho trovato in gran forma – racconta l'attore, che sui titoli di testa si improvvisa ballerino davanti a un'enorme mortadella, con passi coreografati da Luca Tommassini – ed è un privilegio fare un film con un regista che non lo fa da 18 anni. Il suo punto forte è il modo che ha di raccontare da dentro, lo sguardo sui personaggi: c'è tanta verità». Accanto a lui, Kasia Smutniak (compagna di Domenico Procacci che ha prodotto il film, distribuito da Fandango), nei panni di Sara, «una donna che sa prendere le decisioni, senza paura di farlo, nei momenti di difficoltà. Per interpretarla mi sono ispirata alla forza che hanno le donne. Mi piace la sua coerenza, il suo stare con i piedi per terra».



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