La Nuova Sardegna

Al Civico di Alghero il jazz senza confini di Filomena Campus

di Marco Vitali

Il secondo appuntamento della rassegna “Jazz Alguer” Un dialogo originale con i miti della cultura popolare sarda 

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ALGHERO. Dopo l’evento di apertura, lo scorso 23 dicembre nella cattedrale Santa Maria, cornice ideale del progetto “Altissima Luce” di Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, sabato scorso la rassegna Jazz Alguer, ha regalato, in un Teatro Civico stracolmo, un’altra serata di buona musica. Al centro dei riflettori Filomena Campus, la cantante sarda di casa a Londra, in arrivo dall’Inghilterra alla testa del suo quartetto, composto dal pianista Steve Lodder, il contrabbassista Dudley Phillips, suoi partner musicali di lunga data, e il batterista Rod Youngs.

Cantante, compositrice e regista teatrale, Filomena Campus vive nella capitale del Regno Unito dal 2001. Sabato ha proposto brani tratti dal progetto “Jester of Jazz” (consegnato anche alle tracce dell’omonimo album del 2011), un raffinato mix di puro jazz contaminato da surreali invasioni felliniane attraverso brevi testi di Stefano Benni, Franca Rame, Maria Carta e altri autori. Al pubblico di Alghero Filomena Campus ha anche proposto alcune anticipazioni del suo ultimo lavoro, “Queen Mab”, dove l’artista mette a confronto il personaggio shakespeariano (la fata Mab del “Romeo e Giulietta”) con il mito della Dea Madre e delle Janas, collegando le sue radici mediterranee alla musica jazz. Una linea di ricerca presente in tutto il lavoro di Filomena Campus, compreso “Scaramouche”, l’album del 2014 scritto e registrato con il chitarrista e compositore Giorgio Serci, altro sardo trapiantato in Inghilterra, che vede la partecipazione, tra gli altri ospiti, di Kenny Wheeler, il grande trombettista canadese scomparso nel settembre di quello stesso anno.

Prossimo appuntamento della rassegna JazzAlguer il 24 febbraio sempre al Teatro Civico: in programma la reunion per una sera dei Cadmo, storico trio formato dal pianista Antonello Salis, dal bassista Riccardo Lay e dal batterista Mario Paliano, di nuovo insieme per un concerto unico, dopo tanti anni, proprio nella cittadina dove il gruppo vide la luce nel lontano 1973.



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