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“A Ciambra”, l’adolescenza del rom Pio

“A Ciambra”, l’adolescenza del rom Pio

SASSARI. Garantisce Martin Scorsese, tra i produttori esecutivi del film di questo giovane talento che sicuramente continuerà a far parlare di sé: Jonas Carpignano. Il suo “A Ciambra”, presentato all’...

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SASSARI. Garantisce Martin Scorsese, tra i produttori esecutivi del film di questo giovane talento che sicuramente continuerà a far parlare di sé: Jonas Carpignano. Il suo “A Ciambra”, presentato all’ultimo festival di Cannes, è stato molto apprezzato dalla critica e poi scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar (anche se la corsa alla statuetta si è fermata prima delle nomination).

Purtroppo sono poche le possibilità di vederlo su grande schermo, perché l’uscita al cinema si è limitata qualche sala. Ora però il film è disponibile in dvd, distribuito Eagle Pictures. Occasione per recuperare questo lungometraggio che è l’opera seconda (dopo “Mediterranea” del 2015) di Carpignano, nato a New York da padre italiano e madre afroamericana di origine caraibica, e cresciuto tra la Grande Mela e Roma prima di trasferirsi, negli ultimi anni, in Calabria. Qui, a Gioia Tauro, ha girato “A Ciambra”.

Il termine indica una comunità di rom nella quale il regista si è immerso con la sua camera, costruendo quest’opera a metà tra finzione e documentario.

Un film con una sceneggiatura strutturata, ma dove i personaggi interpretano loro stessi. L’attenzione è in particolare su una famiglia e il punto di vista quello dell’adolescente Pio. Beve, fuma, compie furti cercando di emulare il fratello maggiore. Un narrazione che avanza come un (anomalo) percorso di formazione, sostenuta da uno sguardo sincero e partecipe, carico di umanità e mai giudicante. (f.c.)

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