La Nuova Sardegna

Avventura nella città dal cuore nero

di Fabio Canessa
Avventura nella città dal cuore nero

“Colville”, noir di Steven Gilbert. Primo volume della Coconino Press dopo l’uscita di Igort

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«Un monolite. Un racconto chiuso che non prevede vie di fuga. Perfetto come i lampi di genio di una mente autistica. Uno dei pochissimi libri veramente maledetti che avrete in libreria». Così Ratigher, direttore editoriale della Coconino Press, presenta “Colville” di Steven Gilbert (192 pagine, 17 euro). La prima graphic novel che ha opzionato per inaugurare (dopo l’uscita di Igort) il nuovo corso della casa editrice capace di cambiare la percezione del fumetto in Italia negli ultimi vent’anni con le sue scelte. Pubblicazioni coraggiose, mai accomodanti, come quella rappresentata dalla storia realizzata da Gilbert. Un noir ambientato a Colville, un paesino (immaginario ma uguale a tanti altri) dell’Ontario meridionale, in Canada, all’inizio degli anni Novanta. Viene naturale l’accostamento a Twin Peaks. Per il periodo, per l’ambientazione provinciale e perché la narrazione si apre con un omicidio. Una sequenza distribuita su due pagine, divise ugualmente in sei vignette quadrate (schema molto utilizzato), dove viene mostrato il tentativo di fuga di un uomo che però rimane ferito alle spalle e poi finito con un secondo ravvicinato colpo di pistola. La scena tornerà all’interno del racconto, costruito in maniera non lineare, che va specificato rispetto alla mitica serie televisiva di Lynch, alla quale si è fatto riferimento, non contiene elementi soprannaturali.

La trama ruota intorno a David, un ragazzo con piccoli reati alle spalle che vuole dare una svolta alla propria vita disegnando fumetti e andarsene da Colville. Un paesino tipico della provincia nord americana, all’apparenza tranquillo e idilliaco, ma che nasconde un cuore nero. Nerissimo. Lo si scopre man mano che si procede nella lettura e si conoscono gli altri personaggi: da Tracy, la fidanzata di David, ad Alan Gold, ex capo di una gang di motociclisti, alla coppia Paul e Karla. Un thriller di quelli dove un piccolo crimine si rivolta contro il suo autore e scatena un effetto domino, dove non sembra esserci via d’uscita e tutto finisce in un vortice di orrore e di violenza. Un racconto teso, disturbante, agghiacciante, con un ridotto utilizzo di parole a vantaggio di una narrazione soprattutto disegnata che trova perfetta espressione nel tratto naif, da scuola underground, di Steven Gilbert.

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