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L’arte di cuocere le uova e la fine della metafisica

La casa editrice è di Trieste e si chiama Italosvevo. La collana, invece, s’intitola “Piccola biblioteca di letteratura inutile”: ed è una delle più originali dell’odierno panorama editoriale,...

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La casa editrice è di Trieste e si chiama Italosvevo. La collana, invece, s’intitola “Piccola biblioteca di letteratura inutile”: ed è una delle più originali dell’odierno panorama editoriale, pensata a sfida d’un mercato che pare pensare a altro. Tra i volumi stampati, quello che ne incarna forse meglio lo spirito è stato scritto proprio dal curatore, Giovanni Nucci: “E due uova molto sode”.

Che libro è? Difficile dirlo: nonostante il grande successo di pubblico (ma i lettori sanno sempre quel che fanno). «Uova al tegame? Aveva domandato lei». E lui di rimbalzo: «Non esattamente». Perché –aggiunge – «le cose più importanti acquistano il loro peso se riescono a restare nascoste». Ma di frittate vogliamo discutere? Nucci non ha dubbi, in effetti: l’arte, ogni arte, «è una questione di nascondimenti: cioè sottrarre e fingere, per quanto la si riesca a nascondere, la verità al punto da renderla illuminante».

Parlare di uova (e dell’arte di cuocerle), ecco, per parlare di quasi tutto, pure di Amleto: una raccolta di deliziosi racconti, un repertorio di bizzarrie, un breviario di vita morale, un’ars poetica (lo sapevate che esistono anche gli scrittori alla coque?), un trattato di metafisica, nel tempo della fine della metafisica. Vi pare poco?

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