La Nuova Sardegna

NELLE SALE il nuovo film di muccino 

«La burrasca della vita che passa dalla famiglia»

di Francesco Gallo
«La burrasca della vita che passa dalla famiglia»

ROMA. In “A casa tutti bene”, ultimo film di Gabriele Muccino, in sala dal 14, tanta aria di Ettore Scola, di film come “La famiglia” e “La cena”. Per il “ritorno a Itaca” del regista, dopo la lunga...

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ROMA. In “A casa tutti bene”, ultimo film di Gabriele Muccino, in sala dal 14, tanta aria di Ettore Scola, di film come “La famiglia” e “La cena”. Per il “ritorno a Itaca” del regista, dopo la lunga pausa americana, al centro di tutto c’è appunto un nucleo familiare allargato e disfunzionale che si riunisce paradossalmente per festeggiare un matrimonio di lunga durata, le nozze d’oro di Pietro (Ivano Marescotti) e Alba (Stefania Sandrelli) nella loro Villa Gancia a Forio d’Ischia, dove hanno invitato figli, nipoti ed ex.

«La famiglia quando si allarga diventa villaggio globale e le sue dinamiche sono le stesse», spiega Muccino in conferenza stampa a Roma. E aggiunge il regista romano: « La famiglia è il nostro luogo di partenza, di fuga e di ritorno e la vita. Poi – conclude – in fondo è una burrasca dove si ritrovano tutti i miei personaggi». In questa famiglia allargata piena di scheletri nell’armadio, oltre ad Alba e Pietro troviamo i loro tre figli, Carlo (Pierfrancesco Favino), Paolo (Stefano Accorsi) e Sara (Sabrina Impacciatore) accompagnati dai rispettivi consorti, ex e figli. C’è Maria (Sandra Milo), sorella di Pietro, con i suoi figli, Sandro (Massimo Ghini) accompagnato dalla moglie Beatrice (Claudia Gerini) e Riccardo (Gianmarco Tognazzi) che arriva con la sua compagna Luana (Giulia Michelini).

Il cast sarà ospite della prima serata del Festival di Sanremo, accolto da Favino che presenterà la kermesse con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker. Sul palco anche Muccino, che assicura di voler restare in Italia («Sono sicuro che non tornerò più a vivere in America, ma questo non vuol dire che non ci farò più film») e fornisce una precisazione sulla sua possibile regia di “Chiamami col tuo nome” di Guadagnino, candidato a quattro Oscar: «Luca inizialmente voleva solo produrlo e che lo facessi io. Da una parte mi intrigava, ma poi ho pensato che non fosse una materia che potevo padroneggiare bene».

Stefania Sandrelli, che nel film di Muccino è l’accogliente matriarca della famiglia, spiega: «Alba come tutte le madri cerca di essere attenta alla proprio famiglia. Ma, sempre in famiglia, i rapporti sono al cubo, tutti tendono a scappare. “Noi donne siamo fatte per sorreggere il mondo” come dico nel film, una cosa in cui credo davvero». Massimo Ghini che è un credibilissimo Sandro, sposato con la Gerini e malato di un incipiente Alzheimer, racconta: «Muccino mi aveva detto che dovevo essere qualcosa tra Kierkegaard e Linus e io mi sono chiesto se con la mia recitazione potessi essere offensivo nei confronti della malattia. C’era, insomma, una comicità involontaria che non volevo comparisse».

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