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Rapporti umanisalvati dalla poesiaQuesta silloge, che segue le numerose altre di Katia Debora Melis, si compone di una sessantina di brevi liriche suddivise in sezioni che portano titoli in latino:...
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Rapporti umani
salvati dalla poesia
Questa silloge, che segue le numerose altre di Katia Debora Melis, si compone di una sessantina di brevi liriche suddivise in sezioni che portano titoli in latino: “De malo et bono”, «De amore» “Medicamina”, ecc. Già con il titolo, scrive nella prefazione Lorenzo Spurio, l’autrice vuole dare l’idea della fragilità della poesia; e difatti definisce il poeta «soldato / senza pace, / senza nome», «avanguardia / di tante piccole guerre». Ma il lettore si renderà poi conto che questa convinzione si estende al nostro animo, alle persone e alle cose di questo mondo; in particolare, osserva lo stesso Spurio, ai «rapporti umani che sembrano essersi deteriorati, falsificati».
salvati dalla poesia
Questa silloge, che segue le numerose altre di Katia Debora Melis, si compone di una sessantina di brevi liriche suddivise in sezioni che portano titoli in latino: “De malo et bono”, «De amore» “Medicamina”, ecc. Già con il titolo, scrive nella prefazione Lorenzo Spurio, l’autrice vuole dare l’idea della fragilità della poesia; e difatti definisce il poeta «soldato / senza pace, / senza nome», «avanguardia / di tante piccole guerre». Ma il lettore si renderà poi conto che questa convinzione si estende al nostro animo, alle persone e alle cose di questo mondo; in particolare, osserva lo stesso Spurio, ai «rapporti umani che sembrano essersi deteriorati, falsificati».
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