Salvatore Mereu: «Il mio corto sui migranti ora vola in Russia»
di Fabio Canessa
Il regista racconta del breve film “Futuro prossimo”, ospite a Mosca del Festival del cinema italiano
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Una selezione di film proiettati in prima mondiale alla 74esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia sbarca in Russia per la nona edizione del festival del cinema italiano organizzato dall'Istituto di cultura in collaborazione con la Biennale. E tra i titoli scelti c'è anche “Futuro prossimo”, il cortometraggio realizzato da Salvatore Mereu con gli studenti dell'università di Cagliari nell’ambito delle attività formative del Celcam (il Centro per l’educazione ai linguaggi del cinema, degli audiovisivi e della multimedialità) che era stato presentato in anteprima al Lido lo scorso settembre nella sezione Orizzonti. «Sono molto contento – sottolinea il regista di Dorgali – anche perché di solito i corti hanno le gambe corte, meno possibilità di arrivare a un pubblico più vasto per via della durata. Invece, forse anche perché il tema è molto sentito, sta riuscendo a superare questo gap».
Il tema è quello dei giovani migranti che sbarcano anche sulle coste sarde. Il breve film racconta infatti la giornata di Rachel e della piccola Mojo che vagano per la città di Cagliari alla ricerca di un lavoro e di notte trovano riparo in uno dei casotti di uno stabilimento balneare del litorale. Una vicenda, pur nella costruzione filmica, decisamente ancorata alla realtà e fortemente attuale quella mostrata da “Futuro prossimo” realizzato all’interno di un progetto di collaborazione fra le università di Cagliari e Sassari e la casa di produzione Viacolvento, con il sostegno della Regione. «Un progetto – aggiunge Mereu – nato tra gli studenti, facendo didattica, senza grandi ambizioni produttive. Eppure sta facendo la sua strada. Questo mi fa doppiamente piacere. I ragazzi vedono che l'attività ha un riscontro vero, concreto, che non è fittizia come spesso accade anche nelle scuole di cinema. Un risultato che è giusto ricordare è frutto di anni di lavoro. Ormai da tempo questi corsi legati all'università stanno dimostrando un valore importante e molte delle persone che oggi stanno lavorando nel cinema in Sardegna sono passate da lì. Parlare di accesso alla professione è forse troppo, perché il cinema è un mestiere difficile e non c'è mai sicurezza di impiego, ma sicuramente il Celcam è un luogo di apprendistato significativo». Un impegno al quale il regista tiene molto e spera possa continuare. «Anche se a breve dovrebbe entrare nel vivo la produzione del mio nuovo lungometraggio, e quindi gran parte delle mie energie verranno per forza dirottate sul film, tengo molto a questa collaborazione con l’università e mi piace lavorare con i ragazzi».
Intanto dopo Venezia ecco la bella soddisfazione della selezione di “Futuro prossimo” in Russia insieme ai migliori film italiani presentati all'ultima Mostra del cinema, tra i quali anche un grande classico restaurato che in parte fu girato anche in Sardegna: “Il deserto rosso” di Michelangelo Antonioni (famose le scene sulla spiaggia rosa di Budelli). Il film verrà proiettato a Mosca il 10 febbraio e nei giorni successivi in altre città della Russia fra cui Novosibirsk, San Pietroburgo e Kaliningrad. Verrà inoltre presentato,nell’ambito della collaborazione fra le ambasciate italiane e la Mostra di Venezia, a Zagabria il 15 marzo.
Il tema è quello dei giovani migranti che sbarcano anche sulle coste sarde. Il breve film racconta infatti la giornata di Rachel e della piccola Mojo che vagano per la città di Cagliari alla ricerca di un lavoro e di notte trovano riparo in uno dei casotti di uno stabilimento balneare del litorale. Una vicenda, pur nella costruzione filmica, decisamente ancorata alla realtà e fortemente attuale quella mostrata da “Futuro prossimo” realizzato all’interno di un progetto di collaborazione fra le università di Cagliari e Sassari e la casa di produzione Viacolvento, con il sostegno della Regione. «Un progetto – aggiunge Mereu – nato tra gli studenti, facendo didattica, senza grandi ambizioni produttive. Eppure sta facendo la sua strada. Questo mi fa doppiamente piacere. I ragazzi vedono che l'attività ha un riscontro vero, concreto, che non è fittizia come spesso accade anche nelle scuole di cinema. Un risultato che è giusto ricordare è frutto di anni di lavoro. Ormai da tempo questi corsi legati all'università stanno dimostrando un valore importante e molte delle persone che oggi stanno lavorando nel cinema in Sardegna sono passate da lì. Parlare di accesso alla professione è forse troppo, perché il cinema è un mestiere difficile e non c'è mai sicurezza di impiego, ma sicuramente il Celcam è un luogo di apprendistato significativo». Un impegno al quale il regista tiene molto e spera possa continuare. «Anche se a breve dovrebbe entrare nel vivo la produzione del mio nuovo lungometraggio, e quindi gran parte delle mie energie verranno per forza dirottate sul film, tengo molto a questa collaborazione con l’università e mi piace lavorare con i ragazzi».
Intanto dopo Venezia ecco la bella soddisfazione della selezione di “Futuro prossimo” in Russia insieme ai migliori film italiani presentati all'ultima Mostra del cinema, tra i quali anche un grande classico restaurato che in parte fu girato anche in Sardegna: “Il deserto rosso” di Michelangelo Antonioni (famose le scene sulla spiaggia rosa di Budelli). Il film verrà proiettato a Mosca il 10 febbraio e nei giorni successivi in altre città della Russia fra cui Novosibirsk, San Pietroburgo e Kaliningrad. Verrà inoltre presentato,nell’ambito della collaborazione fra le ambasciate italiane e la Mostra di Venezia, a Zagabria il 15 marzo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
