Nurkaron, indomito arciere nuragico
Nel romanzo di Tito Giuseppe Sechi il fascino di un racconto orale nato nel villaggio di Tiscali
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Nurkaron è un guerriero nuragico. Forte, fiero, deciso, un aitante arciere che sa essere contemporaneamente uomo d’azione e poeta. È lui il protagonista del romanzo “Nurakaron l’arciere dell’isola scomparsa” di Giuseppe Tito Sechi, edito da Delfino, un libro che vuole far rivivere la Sardegna del decimo secolo avanti Cristo «un’isola dalle innumerevoli possenti torri nuragiche – scrive l’autore nella prefazione –dalle molte fortezze megalitiche simili a grandi castelli, dalle centinaia di tombe dei giganti, dai tanti pozzi sacri e santuari». Avventure ambientate nel pieno della civiltà nuragica.
Una storia ispirata da un casuale ritrovamento dell’autore, che nella soffitta di una casetta di campagna appartenente alla sua famiglia entra in possesso di un manoscritto nel quale viene citato proprio il nome di Nurkaron. Indagando, Sechi scopre che questo guerriero è il protagonista di una storia epica tramandata dalla tradizione orale, scaturita nel villaggio di Tiscali. Dalla storia contenuta in quel manoscritto nasce questo romanzo che, alla luce dei ritrovamenti dei Giganti di Mont’e Prama, assume un significato intenso «nel tentativo di dare anima e vita a quei giganti di pietra che ancora vigilano le piane, le alture e il mare di smeraldo della Sardegna».
Nurkaron viaggia, combatte, ama, rende omaggio al Santuario di Mont’e Prama. Ma non è solo la sua avventura, e quelle dei suoi compagni, ad affascinare. La particolarità di questo libro è la riproposizione scritta di un racconto orale che svela scenari di vita pubblica e privata della civiltà nuragica forse mai approfonditi fino in fondo.
Una storia ispirata da un casuale ritrovamento dell’autore, che nella soffitta di una casetta di campagna appartenente alla sua famiglia entra in possesso di un manoscritto nel quale viene citato proprio il nome di Nurkaron. Indagando, Sechi scopre che questo guerriero è il protagonista di una storia epica tramandata dalla tradizione orale, scaturita nel villaggio di Tiscali. Dalla storia contenuta in quel manoscritto nasce questo romanzo che, alla luce dei ritrovamenti dei Giganti di Mont’e Prama, assume un significato intenso «nel tentativo di dare anima e vita a quei giganti di pietra che ancora vigilano le piane, le alture e il mare di smeraldo della Sardegna».
Nurkaron viaggia, combatte, ama, rende omaggio al Santuario di Mont’e Prama. Ma non è solo la sua avventura, e quelle dei suoi compagni, ad affascinare. La particolarità di questo libro è la riproposizione scritta di un racconto orale che svela scenari di vita pubblica e privata della civiltà nuragica forse mai approfonditi fino in fondo.
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