La Nuova Sardegna

I grandi interpreti della musica classica ritornano al Verdi

di Grazia Brundu

Al via l’ottava edizione della rassegna di Teatro e/o Musica Il 23 primo appuntamento: sul palco gli Spira Mirabilis

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SASSARI. Dalla trascinante anarchia musicale degli Spira Mirabilis, che eseguono concerti impegnativi senza la guida di un direttore d’orchestra, all’autorevolezza del violinista-divulgatore-filosofo israeliano Ivry Gitlis, 95 anni e un posto in prima fila nell’Olimpo delle note. Al Teatro Verdi ritorna, per l’ottava edizione, dal 23 febbraio al 27 aprile, la rassegna “I Grandi interpreti della musica”, organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica, con il sostegno del Comune, della Regione, di Bper – Banco di Sardegna e del Mibact.

Il programma, articolato in otto appuntamenti - la musica classica fa da base, poi si spazia dalla tradizione romantica alle contaminazioni contemporanee - è stato presentato ieri dal direttore artistico Stefano Mancini, che ha sottolineato come anche quest’anno il cartellone si concentri su «artisti di chiara fama e giovani emergenti abituati a suonare nelle più prestigiose sale da concerto europee». Senza trascurare i giovani talenti dei conservatori di Sassari e Cagliari. Il primo appuntamento, il 23 febbraio con l’ensemble Spira Mirabilis e la Sinfonia n.6 “Pastorale” di Beethoven, si annuncia come uno dei più coinvolgenti. Soprattutto per gli ascoltatori che non amano troppo le formalità della musica classica. L’orchestra, attiva dal 2007 e formata da circa sessanta giovani musicisti di varie nazionalità, con base principale a Formigine, vicino a Modena, rompe le regole del genere. Prima di tutto, i componenti sono talmente affiatati tra di loro da non aver bisogno di un direttore sul podio. E poi, alla fine di ogni concerto, i musicisti, invece di sparire dietro le quinte, si fermano a chiacchierare col pubblico. Il Trio di Parma, vincitore del Premio Abbiati come miglior complesso cameristico, torna a Sassari il 2 marzo per concludere il ciclo iniziato l’anno scorso e dedicato all’esecuzione dei trii di Brahmas, e questa volta si fa accompagnare dal primo corno dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia Guglielmo Pellarin. Il 12 marzo sale sul palco l’orchestra del Conservatorio “Luigi Canepa” con la direzione prestigiosa di Umberto Benedetti Michelangeli. Con loro, nel quinto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, il “Concerto dell’imperatore”, il pianista Pietro De Maria (premio della critica al Concorso internazionale “ Caijkovskij” di Mosca).

Sarà «stupefacente e di grande impatto», anticipa il direttore di Teatro e/o Musica, l’ospite del 24 marzo: il violinista Roby Lakatos, «ungherese ma anche un po’ gitano, arriva al Verdi con un programma funambolico che spazia dalla classica al jazz e alla musica etnica. Da non perdere», assicura Stefano Mancini. Nel 2017 l’album “Bach is in the air” ha suggellato un’insolita collaborazione tra due pianisti di grandissimo livello e di formazione opposta: classica per Ramin Bahrami, jazz per Danilo Rea, che arrivano insieme a Sassari il 6 aprile. I giovani concertisti dei conservatori “Luigi Canepa” di Sassari e “Pier Luigi Da Palestrina” di Cagliari salgono sul palco del Verdi il 13 aprile, mentre il 20 Filippo Gorini, uno dei più interessanti giovani pianisti italiani, propone un concerto di musiche di Schumann, Chopin, Bach e Beethoven. Gran finale, il 27 aprile, con il virtuoso del violino Ivry Gitlis: «Non sappiamo ancora cosa suonerà, ma di sicuro sarà affascinante», promette Mancini. (info e biglietti: www.teatroeomusica.it)



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