A Venezia la bellezza di Canova
La mostra s’intitola “Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia”: e si protrarrà, nelle Gallerie dell’Accademia della città lagunare, sino al 2 aprile di quest’anno. Il periodo preso in...
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La mostra s’intitola “Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia”: e si protrarrà, nelle Gallerie dell’Accademia della città lagunare, sino al 2 aprile di quest’anno. Il periodo preso in considerazione poggia, come inizio e fine, su due date epocali: il 13 dicembre 1815, che sanciscono il ritorno dei quattro cavalli bronzei trafugati da Napoleone sul pronao della basilica di San Marco; il 13 ottobre 1822, il giorno in cui, proprio a Venezia, muore Antonio Canova, in singolare coincidenza con la decisione di Francesco Hayez -il pittore del più entusiasmante e venturoso bacio della storia dell’arte- di abbandonare la sua patria per trasferirsi definitivamente, come avverrà l’anno dopo, a Milano.
Il catalogo, pubblicato da Marsilio/Electa, che consente meravigliosi viaggi con l’immaginazione al chiuso della propria camera, non è da meno. Io, per dire, mi sono deliziato col saggio di Fernando Mazzocca -uno dei tre curatori della mostra insieme a Paola Marini e Roberto De Feo- dedicato a Lord Byron e alla sua ossessione, durante il soggiorno veneziano, per l’Elena di Canova, non senza un’escursione nei salotti delle due regine della mondanità intellettuale cittadina, le foscoliane Giustina Renier Michiel e Isabella Teotochi Albrizzi.
Il catalogo, pubblicato da Marsilio/Electa, che consente meravigliosi viaggi con l’immaginazione al chiuso della propria camera, non è da meno. Io, per dire, mi sono deliziato col saggio di Fernando Mazzocca -uno dei tre curatori della mostra insieme a Paola Marini e Roberto De Feo- dedicato a Lord Byron e alla sua ossessione, durante il soggiorno veneziano, per l’Elena di Canova, non senza un’escursione nei salotti delle due regine della mondanità intellettuale cittadina, le foscoliane Giustina Renier Michiel e Isabella Teotochi Albrizzi.
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